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Kurt Vonnegut, Jr. |
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Ghiaccio-nove |
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Cat's Cradle |
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Feltrinelli, 2013 |
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Uno scrittore decide di scrivere un libro sul giorno in cui è stata sganciata su Hiroshima la prima bomba atomica. Si intitola "Il giorno in cui il mondo finì" ed è centrato sull'idea di descrivere cosa stessero facendo alcuni scienziati nucleari nell'esatto momento in cui avveniva la catastrofe. Attraverso una corrispondenza con i tre figli dell'ormai defunto Felix Hoenikker, il premio Nobel che ha costruito la bomba, lo scrittore tenta di darcene un ritratto. Apprendiamo così che, proprio in quel giorno fatale, il dottor Hoenikker era riuscito a risolvere un gioco che lo stava impegnando da un bel po' e che la notte della sua morte, avvenuta anni dopo, stava trafficando in cucina con dei pezzetti di ghiaccio: aveva trovato il modo per congelare l'acqua ad alte temperature. Questa sua invenzione è, in realtà, un'arma micidiale, capace di annientare ogni forma di vita sulla Terra. I tre figli cercheranno di utilizzare quest'ultima scoperta paterna. Salutato al suo apparire, nel 1963, da Graham Greene come "uno dei tre migliori romanzi dell'anno scritto dal più bravo scrittore vivente", "Ghiaccio-Nove" è un libro che contesta la nostra società attraverso la parodia e disegna uno scenario in cui risuonano tutte le paure e le inquietudini dell'epoca contemporanea. |
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Kurt Vonnegut, Jr. - Ghiaccio-nove
Kurt Vonnegut - Le sirene di Titano
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Kurt Vonnegut |
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Le sirene di Titano |
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Sirens of Titan |
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Feltrinelli, 2006 |
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Lasciata la Terra, diretta verso mondi remoti, la nave spaziale privata di Winston Niles Rumford, playboy impenitente e schifosamente ricco, s’imbatte nel cuore di un infundibulo cronosinclastico non registrato dalle carte, a due giorni di viaggio da Marte. Cos’è un infundibulo cronosinclastico? È un luogo dello spazio dove le diverse facce della verità si incontrano e convivono, dove le nozioni di tempo e spazio non hanno più senso e dove Winston verrà a conoscenza del senso della vita sulla Terra. Qui Vonnegut si serve di tutti gli archetipi del romanzo di fantascienza. Ma questo libro non è ciò che sembra: Le sirene di Titano, infatti, è una feroce satira sociale in cui l’autore si prende gioco dei militari, della religione e della finanza. |
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Kurt Vonnegut - La colazione dei campioni
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Kurt Vonnegut |
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La colazione dei campioni |
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Breakfast of Champions |
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Bompiani, 2020 |
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Uno scrittore di fantascienza, Kilgore Trout, povero in canna e probabilmente destinato a scomparire senza lasciare traccia pur avendo alle spalle una montagna di racconti pubblicati, viene invitato da un miliardario che sembra essere il suo unico ammiratore a parlare del suo ultimo romanzo a un festival della letteratura. Intitolato Ora si può dire, il romanzo è la storia di un uomo che crede di essere l’unica creatura dotata di libero arbitrio in un mondo di macchine. Inizia così il lungo viaggio di Trout attraverso gli Stati Uniti, fitto d’incontri stravaganti e di sorprese. Al tempo stesso, nella città dove si terrà il festival, un ricco e stimato concessionario di automobili comincia a mostrare i primi segni di quelli che potrebbero essere veri e propri attacchi di follia. Dwayne Hoover, questo il suo nome, ha un’ossessione: crede di essere l’unico uomo sulla terra capace di prendere autonome decisioni mentre gli altri non sono che macchine programmate per ostacolarlo e metterlo alla prova. Da qui il senso di frustrazione che lo assilla e lo spinge a compiere atti sconsiderati. I due uomini sono inevitabilmente destinati non soltanto a scontrarsi tra loro, con effetti esilaranti, ma anche a incontrare il loro creatore, Kurt Vonnegut, in un mondo e in un tempo irreale che somigliano straordinariamente a quelli in cui viviamo. |
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Kurt Vonnegut - Il grande tiratore
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Kurt Vonnegut |
Il grande tiratore |
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Finalista narrativa straniera 1985 |
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Feltrinelli, 2019 |
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DEADEYE DICK, 1982 |
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Il rampollo di una ricca famiglia di Midland City, Ohio, Otto Waltz, viene mandato a Vienna per iscriversi alla celebre Accademia di Belle Arti. Otto è fermamente convinto di avere un grande talento artistico, ma non così la pensano i professori dell’Accademia, che non lo ammettono nemmeno ai corsi. Identica bocciatura per uno sbandato austriaco di nome Adolf Hitler, che Otto prende subito in simpatia. Tornato a Midland City, Otto costruisce una grande e bizzarra casa con una enorme soffitta dove custodisce una collezione di armi da fuoco di ogni tipo, una collezione che segnerà il destino di suo figlio Rudolph decenni più tardi. è lui, Rudy, Il grande tiratore, che racconta le alterne fortune della sua strampalata famiglia, tra bandiere naziste che garriscono al vento, proiettili sparati da un ragazzo ai palazzi vicini, bombe ai neutroni che spazzano via ogni forma di vita, opere d’arte immaginifiche e hotel di lusso ad Haiti. Sono tutte cartoline dall’inferno che ci invia Kurt Vonnegut, immagini perfettamente folli ma plausibili nel plot surreale del grande autore statunitense, che mescola con sapienza un umorismo alla Mark Twain e una dura satira sociale. Il “grande tiratore” è Vonnegut, che uno dopo l’altro fa secchi col fucile di precisione della sua prosa di gran classe i luoghi comuni, i vizi, gli orrori Made in Usa. “Volete sapere una cosa? Viviamo ancora nel Medioevo. I Secoli Bui non sono finiti.” |
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Kurt Vonnegut - Mattatoio n. 5
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National Book Award Fiction Finalista |
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1970 |
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Kurt Vonnegut |
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Mattatoio n. 5 |
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Slaughterhouse Five or The Children's Crusade |
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Feltrinelli, 2017 |
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Per una decina di giorni, verso la fine della Seconda guerra mondiale, Kurt Vonnegut, americano di origine tedesca accorso in Europa, con migliaia di altri figli e nipoti di emigranti come lui, per liberarla dal flagello del nazismo, batté lande tedesche coperte di neve che il suo piede non aveva mai calcato. Fatto prigioniero durante la battaglia delle Ardenne, ebbe la ventura di assistere al bombardamento di Dresda da un osservatorio decisamente sconsigliabile alle persone deboli di cuore: l’interno di una grotta scavata nella roccia sotto un mattatoio, adibita e deposito di carni, nelle viscere della città. Alla fine del bombardamento, che fu uno dei più terribili e sanguinosi nella storia della guerra, quando Vonnegut uscì all’aperto, al posto di una delle più belle città del mondo c’era un’ondulata distesa di macerie sopra un numero incalcolabile di morti. Da questa dura e incancellabile esperienza nacque Mattatoio n. 5 o La crociata dei bambini, storia semiseria di Billy Pilgrim, americano medio affetto da un disturbo singolare ("ogni tanto, senza alcuna ragione apparente, si metteva a piangere") e in possesso di un segreto inconfessabile: la conoscenza della vera natura del tempo. Tutto è, è sempre stato e sempre sarà, passato e futuro sono sempre esistiti e sempre esisteranno, nulla dipende dalla volontà dell’uomo. "Prenda la vita momento per momento," dice a Billy Pilgrim l’ultraterrestre che un bel giorno d’estate lo rapisce col suo disco volante, "e vedrà che siamo, tutti, insetti in un blocco d’ambra." |
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Kurt Vonnegut - Catastrofi di universale follia
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IperFiction color azzurro | Fantascienza |
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Kurt Vonnegut - Catastrofi di universale follia |
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Interno Giallo |
1994 |
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In Piano meccanico si descrive una società in cui il benessere materiale è stato conseguito grazie alle macchine, custodite da inflessibili tecnocrati: la parola d'ordine diventa quindi " Distruggete le macchine" In Ghiaccio - Nove la felicità dell'uomo è affidata alla scienza che, nel suo desiderio di creare l'utopia, condanna l'umanità a una fine atroce; in Mattatoio n° 5 un ottico sfuggito al bombardamento alleato su Dresda, angustiato dalla vita quotidiana dell'America di oggi, cerca scampo e fuga nella fantasia realizzata dal pianeta Tralfamadore, dove si troverà in compagnia della plasmate del mese. |
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