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L.R. Carrino - La buona legge di Mariasole


 

 

 

L.R. Carrino

2015

La buona legge di Mariasole


Serie Mariasole Simonetti

# 2

Edizioni e/o

Mariasole Simonetti stringe la mano del figlio mentre segue il carro funebre che sta accompagnando suo marito Giovanni Farnesini al cimitero di Poggioreale. Nel lungo tragitto, tra il rumore delle serrande dei negozi chiuse a metà per rispetto e il dolore che la spezza in due, Mariasole ripercorre gli eventi che l’hanno portata fino a questo tragico momento. Il cadavere di Giovanni, figlio del boss Don Antonio Farnesini, è stato trovato sugli scogli di Mergellina. La sua colpa è di aver violato la legge più importante del giuramento del clan Acqua Storta: «Un camorrista deve sempre ragionare con il cervello, mai con il cuore». Con il padre in carcere e il suocero latitante, l’equilibrio delle forze interne alla federazione Simonetti-Farnesini è minacciato. Spetta a Mariasole prendere le redini del clan e l’investitura le arriva dalla matriarca di Procida, Angela, madre naturale di Don Antonio e donna dai mille segreti. Non è questa la vita che Mariasole aveva scelto per sé e per suo figlio Antonio, ma non può decidere altrimenti. Costretta così a diventare capoclan della federazione, Mariasole con lucida ferocia usa la femminilità come un veleno per intossicare il destino del figlio, futuro erede al comando per diritto e dovere di nascita, e preservarlo quindi da una sorte per lui già tracciata. Perché la donna di camorra è soldatessa dormiente fino a quando non c’è necessità di svegliarsi, e fa paura, proprio come l’ombra silenziosa del Vesuvio che incombe sul golfo, un colosso apparentemente spento ma pieno di lava, pronto a eruttare in qualsiasi momento.

 

 

L.R. Carrino - Acqua storta: la versione dell'acqua



 

 #  76

L.R. Carrino

Acqua storta: la versione dell'acqua


serie Mariasole Simonetti

# 1

 

Meridiano Zero, 2008

 

Due Note su La versione dell’acqua, un recital ispirato a/da Acqua Storta.

In Acqua Storta il silenzio di Mariasole è un atto d’amore smisurato, la forza immensa di una donna (figlia di un boss, quindi camorrista per ‘dovere’ di nascita) che sa della relazione del suo uomo con un altro uomo e tace, un doppio legame generato dalla condizione di ‘moglie tradita’ e di ‘moglie devota’, un doppio legame assicurato da uno nodo scorsoio che si restringe con la tensione dovuta al tradimento: la sopravveniente dolcezza di suo marito, sanguinario erede del clan, che determina la condizione ultima, mai paventata da Mariasole, di ‘moglie innamorata’. Il silenzio di Salvatore è invece una corrente ascensionale di rabbia e amoramento, la negazione di uno stato delle cose giustificata dal contesto che ubbidisce alla legge: “qualsiasi cosa, purché non si dica e non si sappia”. Ossia, la morfologia dell’amore meno no-ta, meno accettata da sé e dagli altri. Entrambi questi ‘silenzi’ non trovano respiro nelle parole di Giovanni, già in debito d’aria per la passione che lo ha travolto. Forse è questo il motivo per il quale molti lettori hanno reclamato la voce degli altri due coprotagonisti, lettori che mi hanno chiesto il motivo di queste assenze. Ebbene, non si tratta di assenze ma una misura della presenza. E di pudore. Ho restituito a Mariasole, novella Clitemnestra partenopea, il suono della voce che fluisce come fiotto dalla sua bocca-ferita, mentre si consegna fatalmente al suo Giovanni-Agamennone e al suo destino. Un sangue molto simile a quello di Salvatore, l’amante di suo marito: ecco perché i rossi del loro sentimento si confondono, si unificano, si abbracciano in un canto d’amore tutto (a due voci ne Le tue maniere), un modo altro per dire tutta l’anima dell’ineluttabilità. Perché la verità è che l’amore certe volte è ‘storto’ (storto per ‘chi’ è da decidere), ma il suo motore, il suo taglio, la sua ferita, è per tutti uguale.

Qui troverete le parole, la voce, i pensieri di Mariasole e di Salvatore. Qui ascolterete quello che Giovanni non poteva o non voleva sapere, quello che io non avrei voluto scrivere ma solo per pudore (anche il pudore è pudico). Qui troverete il timbro di Salvatore, di Mariasole, di Giovanni, così come sono, ovvero ‘sporchi’ di quotidianità e di poesia.

 


L.R. Carrino - Acqua Storta


 

 #  72

L.R. Carrino

Acqua Storta


serie Mariasole Simonetti

# 1

 

Meridiano Zero, 2008

 

Don Antonio è un boss della camorra napoletana. Ai figli ha insegnato i valori della Bibbia, perché la Bibbia "ci dice quello che dobbiamo fare, ci dice quali sono le cose giuste". E portare rispetto è una di queste. Suo figlio Giovanni i discorsi troppo complicati non li capisce, non è come il padre o come sua moglie Mariasole: la "famiglia" è l’unica realtà che conosce, e non si fa troppe domande. Un periodo al carcere minorile, un matrimonio combinato per mettere pace fra la sua gente e quella di Don Pietro Simonetti, gli affari di famiglia. Poi un giorno Giovanni incontra Salvatore. E in Salvatore si perde: attrazione inattesa, scombussolamento di viscere, fino a non poterne più fare a meno. Ma il loro amarsi è "una bestemmia sull’altare di Santa Chiara". Con il suo amore Giovanni manca di rispetto a sua moglie e soprattutto alla famiglia. E nel mondo di Don Antonio questo è il peccato più grande. Un peccato che si paga molto caro. E quindi precauzioni, sotterfugi e testimoni eliminati, che non bastano però ad arginare il fiume in piena. A Giovanni sembra che tutti conoscano il loro segreto. Bisogna mettere la cosa a tacere. A ogni costo. Prima che sia troppo tardi. Una storia che inizia a poche ore dall’epilogo, per ricostruire in una carrellata a ritroso gli eventi dei pochi giorni precedenti. Una prosa fluida e inesorabile come il percorso di un proiettile.

 


L.R. Carrino - Mariasole Simonetti


Mariasole Simonetti

L.R. Carrino

Romanzi

1

Acqua Storta, 2008

 😀

2


 

La buona legge di Mariasole, 2015

😀