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Maurizio Cucchi |
Glenn |
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Vincitore poesia 1983 |
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Edizioni San Marco dei Giustiniani, 1983 |
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Il libro comprende quattro sezioni, due delle quali di ampio respiro, strutturate come sequenze narrative. In particolare l'ultima, che dà il titolo al libro, è un vero e proprio pacato racconto in versi, una biografia su guerra, amore e tragica morte di una figura paterna, Glenn appunto. Un libro in cui Cucchi progetta e sperimenta una estrema limpidezza di linguaggio, e si muove tra esperienza personale e storia di questi decenni, parlando di eventi, cose, persone concrete. |
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Maurizio Cucchi - Glenn
Maurizio Cucchi - Malaspina
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Maurizio Cucchi |
Malaspina |
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Vincitore 2014 |
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Mondadori, 2013 |
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Dopo aver toccato - quattro anni fa - uno dei suoi vertici in Vite pulviscolari , con la relativa frantumazione e dispersione del soggetto poetante, Maurizio Cucchi torna alla poesia in Malaspina (un "laghetto" ricco d'echi esistenziali e fonosimbolici) avvalendosi di una voce poetica ancor più profonda e originale. Se si pensa anche ai successivi approdi narrativi dell'autore, si può leggere questo libro nuovo e compatto - animato da un'affabilità istintiva e rara nella poesia d'oggi - come il romanzo di un Io ricongiunto e tuttavia estraneo a ogni gravame scopertamente autobiografico o psicologico. La sezione d'apertura, Berretto a sonagli , ci restituisce un personaggio pirandelliano per nulla algido e sentenzioso, bensì proiettato in una dimensione «senza infingimenti» e obbligato a retrocedere «verso strati / sempre più occulti, come / un archeologo, o un operaio / che manovra, nell'ignoranza / senza fine delle tenebre». Nelle due successive si assiste a un processo di sprofondamento fisico e temporale nel passato, senza nostalgia né rimpianto per un «buon tempo antico» del tutto inesistente. Piuttosto, Malaspina agisce entro una quotidianità sospesa tra sogno e realtà, memoria involontaria e ironia, liquido amniotico e metamorfosi dell'umano nel vegetale, nel geologico, nel meccanico. Cronotopo del libro è una traversata di Milano insieme storica, toponomastica e vertiginosamente aperta a processi di sedimentazione cosmica e biologica. Giunto al culmine della sua maturità, oltre che della sua libertà creativa, Cucchi consegue qui un'affabilità e una porosità non soltanto tematiche, ma più propriamente prosodiche e linguistiche: «Mi godo brevi soste felici / di sospensione e improvvisa / adesione. Mi oriento / verso un mondo più affabile / e poroso». Punto d'arrivo del libro è il capitolo finale, Console o capitano, dove l'io narrante si sovrappone e si trasforma nel Console di Lowry e in un ambiguo personaggio, il Capitano, che ha avuto contatti con Gadda e Guido Keller, un protofascista aviatore milanese, a Fiume insieme a d'Annunzio. E Malaspina si compie così in un processo allegorico che affianca nuove, appassionanti maschere d'identificazione e straniamento ai Glenn (Ford, l'attore cinematografico di fattezze simili - nella mente dell'autore - a quelle del Padre già protagonista del Disperso) o ai Rutebeuf consacrati in passato dalla lunga storia poetica dell'ultimo dei nostri classici. Alberto Bertoni |
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Maurizio Cucchi - Il male è nelle cose
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Maurizio Cucchi |
Il male è nelle cose |
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Candidato 2005 |
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(Edizione Mondadori, 2005) |
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"Che razza di pensieri, che razza di tentazioni mi passano per la testa?!" si domanda Pietro, il protagonista di questo romanzo, distraendosi mentre legge "Il cappotto" di Gogol. Per aggiungere, subito dopo: "sono qui a dannarmi l'anima e non è successo niente, proprio niente: tutto nella mia testa". Può essere che la smania, il subbuglio interiore, la vertigine che, prima sottilmente, e poi con un'accelerazione drammatica inarrestabile, scuotono la vita quotidiana di Pietro siano tutti nella sua testa, certo è che le conseguenze presto cominciano a manifestarsi anche all'esterno. Un romanzo che racconta il passaggio da un sentimento di solidale pietà nei confronti della condizione umana più indifesa, alla crudeltà e al delirio dell'aggressione. |
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