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2021 |
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Patricia Lockwood |
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No One Is Talking About This |
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Non tradotto |
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Quando si apre questo libro urgente e che sfida i generi, una donna che è stata recentemente elevata alla ribalta per i suoi post sui social media viaggia in tutto il mondo per incontrare i suoi fan adoranti. È sopraffatta dal navigare il nuovo linguaggio e l'etichetta di quello che lei chiama "il portale", dove è alle prese con un'incrollabile convinzione che un vasto coro di voci stia ora dettando i suoi pensieri. Quando le minacce esistenziali - dal cambiamento climatico e la precarietà economica all'ascesa di un dittatore senza nome e un'epidemia di solitudine - iniziano a incombere, lei si fa strada nel vuoto del portale. Una valanga di immagini, dettagli e riferimenti si accumulano per formare un paesaggio che è post-senso, post-ironia, post-tutto. "Siamo all'inferno?" si chiedono gli abitanti del portale. "Continueremo tutti a farlo fino alla morte?". Improvvisamente, due messaggi di sua madre bucano la mischia: "Qualcosa è andato storto" e "Quando puoi arrivare qui? Mentre la vita reale e la sua posta in gioco si scontrano con le buffonate sempre più assurde del portale, la donna affronta un mondo che sembra contenere sia un'abbondanza di prove che ci sia bontà, empatia e giustizia nell'universo, sia un diluvio di prove del contrario. Frammentario e onnisciente, incisivo e sincero, No One Is Talking About This è allo stesso tempo una lettera d'amore al rotolo senza fine e una profonda, moderna meditazione sull'amore, il linguaggio e la connessione umana da una voce singolare nella letteratura americana. |
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Patricia Lockwood - No One Is Talking About This
Patricia Lockwood - Priestdaddy. Mio papà, il sacerdote
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Patricia Lockwood |
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Priestdaddy. Mio papà, il sacerdote |
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Priestdaddy, 2017 |
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Mondadori, 2020 |
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Padre Greg Lockwood è diverso da qualsiasi prete cattolico abbiate mai incontrato: circola per casa con i boxer, adora i film d'azione (con molta, moltissima azione), il suo frequente accanimento su una chitarra elettrica genera un rumore simile a quello di "un'intera band che muore in un incidente aereo nel 1972". Sua figlia Patricia è una poetessa non esattamente ossequiosa, che da un bel pezzo ha abbandonato la retta via della Chiesa. Ma quando una crisi inaspettata la costringe a tornare insieme al marito nella canonica dove vivono i suoi genitori, questi due mondi inevitabilmente si scontrano. Patricia Lockwood non racconta solo momenti emblematici della sua infanzia e adolescenza (da una maldestrissima battuta di caccia in famiglia a una manifestazione antiabortista davanti a una clinica che si conclude con l'arresto del padre, al suo coinvolgimento in una specie di culto frequentato da un gruppo di giovani cattolici), ma anche gli otto lunghi travagliatissimi mesi che lei e suo marito hanno trascorso nella casa dei genitori dopo un decennio di vita indipendente, mesi nei quali Patricia ha cercato di educare a modo suo un seminarista che viveva con loro nella canonica, ha cercato di spiegare i riti arcani tipici del cattolicesimo al marito sconcertato e - insieme alla madre - si è imbattuta in una sostanza misteriosa su un letto d'albergo. Saltando con estrema nonchalance dal volgare al sublime, dal comico al profondo, al poetico, Priestdaddy dipinge in modo divertente e indimenticabile un'educazione religiosa molto sui generis e l'equilibrio quanto mai precario tra un'identità conquistata a duro prezzo e il peso della famiglia e della tradizione, ma finisce per essere soprattutto un ritratto dell'America di oggi, così profondamente divisa nell'intimo, così dilaniata al proprio interno, così anarchica e vitale. Un memoir pieno di poesia e di triviale bellezza che ha conquistato i lettori d'Oltreoceano. |
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