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Vincitore 1982 |
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Dino Buzzati |
1981 |
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Dino Buzzati al Giro d'Italia |
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Mondadori |
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Inviato del "Corriere della Sera" a seguire il 32° Giro d'Italia (estate 1949), Buzzati scrisse i venticinque articoli presentati in questo volume. Un resoconto sportivo d'eccezione che si legge come un appassionante racconto a puntate. |
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Dino Buzzati - Dino Buzzati al Giro d'Italia
Reinhold Messner & Alessandro Gogna - K2
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Vincitore 1981 |
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Reinhold Messner & Alessandro Gogna |
1981 |
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K2 |
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De Agostini |
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Diario a quattro mani – ampiamente illustrato con foto a colori – con il resoconto della spedizione leggera del 1979 che per prima salì il K2 in stile “semi-alpino” (con corde fisse ma senza portatori d’alta quota e senza ossigeno). |
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Gino Bartali - Tutto sbagliato, tutto da rifare
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Vincitore 1980 |
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Gino Bartali |
1979 |
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Tutto sbagliato, tutto da rifare |
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Mondadori |
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In sella, o lettori, con i vostri reumi e con i vostri ricordi. È lui a portarvi: il rissoso, l'irascibile, il carissimo Ginettaccio di ferro. Con lui scalerete l’Aspin, il Pordoi, l'Izoard. Arriverete in giallo al Parco dei Principi, in rosa al Vigorelli di Milano. Conoscerete giorni fausti e giorni infausti, mentre un'ombra (l'ombra del Rivale) ora vi supererà, ora vi affiancherà, ora inseguirà alle vostre spalle, come un sogno o una parte di voi. Tutta la carriera di Gino Bartali è in queste pagine; qui il lettore troverà testimonianze fededegne su episodi che infiammarono polemiche non ancora sedate nei giornali, nei libri, nei vecchi bar; qui scoprirà, o riscoprirà, il vero Bartali, re della montagna e del rimbrotto, toscano generoso e incline al mugugno. Autobiografia e autoritratto, tutto sbagliato, tutto da rifare è anche una completa storia del ciclismo nella sua epoca d’oro, quando ogni altro sport ci sembrava insipido e privo di epos; quando ci dividevamo, tutti, in bartaliani o coppisti; quando eravamo giovani. |
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Ambrogio Fogar - La zattera
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Vincitore 1979 |
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Ambrogio Fogar |
1978 |
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La zattera |
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Rizzoli |
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Le vicissitudini di Ambrogio Fogar e Mauro Mancini sono note a tutti perché i giornali sono ampiamente occupati della vicenda. due uomini, dopo l'affondamento, provocato da tre orche marine, della barca a vela «Surprise», con cui stavano facendo on traversata intorno al mondo, andarono alla deriva per 74 giorni su una zattera di salvataggio, al largo delle coste dell'Argentina, prima di essere salvati da un mercantile greco. A 48 ore dal salvataggio, assurdamente e tragicamente, Mancini moriva. Questo libro è la cronaca di quei terribili, lunghissimi giorni, vissuti in un alternarsi di speranza e di disperazione, tra privazioni durissime, in condizioni di inimmaginabile disagio. La storia di un'esperienza umana profondissima, dove l’unico conforto era la presenza del compagno, l'unico sostegno la forza morale, l’unica consolazione le lunghe conversazioni su Dio, la vita e la morte. Un'avventura terribile, «un'esperienza» come disse Mancini dopo il salvataggio «che può : servire anche a chi non naufragherà mai». |
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Ida Castiglioni - Eva una donna, una barca e l’oceano
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Vincitore 1977 |
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Ida Castiglioni |
1976 |
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Eva una donna, una barca e l’oceano |
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Rusconi |
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Siamo nel 1976 e Ida Castiglioni è la prima donna italiana a partecipare e completare la regata OSTAR: 37 giorni in solitario da Plymouth in Inghilterra a New Port in USA. Le pagine sono un racconto di resilienza, che permettono di avvicinarsi alle emozioni di Ida in oceano e fanno riflettere su un mondo lontano. Ida parte per la traversata atlantica senza radio, perché non era secondo lei un elemento essenziale. In realtà la traversata in solitario è per lei un modo per fare i conti con sé stessa, per accettare le proprie debolezze e per imparare a superare i pericoli – il pericolo di disalberare per il troppo vento, di scontrarsi contro un iceberg, di speronare una nave mercantile, di finire in acqua – senza mai farsi sopraffare dalla paura. |
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Carlo Mauri - Quando il rischio è vita
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Vincitore 1976 |
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Carlo Mauri |
1976 |
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Quando il rischio è vita |
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La Sorgente |
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"Penso e scrivo la mia storia, come se scrivessi e pensassi di un altro uomo... o meglio di altri uomini, di tanti quanti in ogni atto, avvenimento, caso o avventura si sono trasfigurati in me: diventando un alpinista delle Alpi, uno sherpa sull'Himalaya, un eschimese in Groenlandia, un discendente degli Incas sulle Ande, un masai sul Kilimangiaro, un uomo primitivo fra gli indiani d'Amazzonia e fra gli aborigeni del deserto australiano. A volte, per adattarmi all'ambiente, ho dimenticato la mia cultura e sono sopravvissuto meglio con il solo istinto: come un animale; ho immaginato di essere un pinguino all'Antartide e anche un delfino, quando navigavo a vela nelle acque tempestose di Capo Horn... "Così non pongo limiti all'esistenza e proseguo, resisto, superando il caso che sembrava incredibile: in questo modo si compie il miracolo di scoprirmi la forza che genera in me la "Fede", che è fiducia, lealtà, impegno e adesione fervida a un ideale. È una forza misteriosa, che hanno certi popoli del deserto o della foresta, e anche i pescatori in mare, e i contadini sulla loro terra e tutti gli uomini nella loro infanzia e che poi lasciano condizionare e atrofizzare insieme con gli altri cinque sensi e con la fantasia." Alpinista, viaggiatore, navigatore ed esploratore, Carlo Mauri fu soprattutto un uomo dalla curiosità insaziabile nei confronti del mondo e degli uomini che lo abitano. |
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Richard Bach - Biplano
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Vincitore 1975 |
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Richard Bach |
1974 |
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Biplano |
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Biplane, 1966 |
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Rizzoli |
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Bach decide di acquistare un biplano Parks del 1929: un aereo da museo, rosso cupo e giallo scuro, che deve riportare in California compiendo un viaggio nei cieli d'America di oltre quattromila chilometri. Una follia? Non per Bach, che desidera quel biplano proprio per la sua storia, per poter viaggiare nel tempo, pilotare un aereo difficile di cui non ci si può fidare, intraprendendo una sfida contro freddo, venti e tempeste. Ma il viaggio è lungo e Bach si ritroverà a combattere contro imprevisti, ali danneggiate e inquietanti frastuoni di un motore antico ma ancora coraggioso. Un'avventura tra i cieli che si trasforma, nuvola dopo nuvola, in una bellissima storia dello spirito. |
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Ambrogio Fogar - Il mio Atlantico
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Vincitore 1974 |
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Ambrogio Fogar |
1973 |
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Il mio Atlantico |
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Bietti |
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Ambrogio Fogar è diventato il simbolo dell’avventura; per essere più precisi, il simbolo dell’amore per l’avventura da parte dell’uomo semplice, normale. Fogar non è un eroe, non è un uomo dotato di qualità eccezionali come Messner o Francis Chichester. E’ un uomo coraggioso, ma vicino a quello che siamo tutti noi, con in più un amore sconfinato per il viaggio avventuroso, sia per mare sia sui ghiacci sia sulle montagne impervie. In questo libro ci racconta gli inizi della sua “carriera”, la sua attraversata in solitario dell’Atlantico con una barca che diventerà famosa: il “Surprise”. Quello che cercava Fogar era quello che molti di noi cercano: il contatto con le grandi forze della natura, la formazione della propria personalità nell’arduo esercizio della solitudine, la riscoperta di una gestualità disimparata in una società che trasforma le nostre mani in schiacciapulsanti. La vita è bella se vissuta con avventura! |
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Fernanda Maestri & Cesare Maestri - Duemila metri della nostra vita
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Vincitore 1973 |
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Fernanda Maestri & Cesare Maestri |
1972 |
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Duemila metri della nostra vita |
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Garzanti |
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E’ uno dei libri più belli scritti sull’alpinismo e sulla montagna. E’ il diario della vera battaglia, psicologica e sul campo, che Cesare Maestri ha ingaggiato con il Cerro Torre, il mitico “urlo pietrificato”. Una lotta tra amore e odio che ha visto grande protagonista anche Fernanda, la moglie di Maestri. Ansie, passioni, sofferenze e coraggio: il coraggio di affrontare la vita e il proprio istinto e di farlo assieme. |
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Luigi Gianoli - Sport e verità
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Vincitore 1972 |
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Luigi Gianoli |
1971 |
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Sport e verità |
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Sperling & Kupfer |
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Antologia di articoli su vari protagonisti di diversi sport (Riva, Maspes, Germano Barale, Bandini, Lopopolo, Meroni, Rinaldi, Benvenuti, Lo Bello, Molvedo, Ottoz, Ribot, Menichelli, ...). |
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