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Romana Petri |
Tutta la vita |
Vincitore 2012 |
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Longanesi, 2011 |
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"Spaltero mi sta aspettando in Argentina, tra poco mi arriva un suo richiamo, e stavolta non me lo lascio scappare pure se all'idea di tanto cambiamento mi pare di morire. Stavolta so che a non cambiare ne va di tutta la mia vita. O trovo il coraggio, o se ne va in malora." Alcina è una donna coraggiosa e fiera che ha paura di una sola cosa: i sentimenti. Tanto che per non esserne sopraffatta si è dovuta costruire una corazza di orgogliosa solitudine. Nel '48 ha trentatré anni e una guerra partigiana alle spalle, e sembra che il suo destino sia ormai quello di vivere per sempre con lo sguardo rivolto al passato, in un continuo parlare coi propri morti e con un cane selvatico. Ma un giorno Alcina riceve una lettera che sull'onda travolgente del ricordo di un unico, lunghissimo bacio le dà la forza di lasciare il suo casolare in Umbria e di partire per l'Argentina. Ad aspettarla c'è Spaltero, un uomo più giovane di lei ma con un carattere forte e sicuro e sempre proiettato verso il futuro. Ma è sufficiente la fragile promessa contenuta nel ricordo di un bacio a spingere a cambiare vita? Basterà la forza dell'amore per resistere al violento irrompere della Storia? In un'epoca di sentimenti sfilacciati, esili e precari, Romana Petri ha scelto di raccontare in questo romanzo la storia di un amore eterno e indissolubile, al quale il passare del tempo solo aggiunge senza mai sottrarre. |
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Romana Petri - Tutta la vita
Romana Petri - La donna delle Azzorre
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Romana Petri |
La donna delle Azzorre |
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Finalista narrativa italiana 2002 |
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Cavalli di ferro, 2010 |
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Sull'isola di Pico, tra un cielo percorso da nuvole in movimento e le scogliere di pietra lavica, una donna passa l'estate. E' sola, e il suo soggiorno sull'isola è come un tempo sospeso, una parentesi nella vita. Ma la sua solitudine si popola di personaggi: gente che è partita, è emigrata lontano, e ora ritorna a una terra da cui non è mai riuscita veramente a staccarsi. Ognuno racconta la sua storia, storie di esilio e di abbandono, storie di amori perduti e mai dimenticati, storie di esistenze finite che riprendono a vivere nella memoria, più forti di prima. E ogni storia nasconde un mistero, che forse è il mistero stesso della vita, o quello dei luoghi, di quest'isola in cui tutto sembra possedere un'anima. Sarà per questo, per il linguaggio muto delle cose, o forse per i racconti degli uomini che il distacco si fa difficile, la provvisorietà diventa permanenza, e quello che per la donna doveva essere il tempo breve di una vacanza si dilata oltre ogni confine. Quando tutti saranno partiti, in questo luogo segnato dagli abbandoni resterà lei, a condividerne il segreto. |
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Romana Petri - Alle Case Venie
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Romana Petri |
Alle Case Venie |
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Candidato 1998 |
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(Edizione Beat, 2017) |
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Il 2 settembre del 1943 il caldo torrido dell'estate sembra essersi dissolto in un solo giorno di pioggia alle Case Venie, podere sopra Città della Pieve. L'armistizio è alle porte ma la guerra continua a mietere le sue vittime. Alcina, trentenne dai capelli neri e il cuore «rosso come il sangue», e Aliseo, il fratello di diciassette anni, vivono soli da quando Astorre, il loro padre, è mancato. Della donna in paese dicono che è strana perché guida il vecchio furgone del padre e perché alla sua età non ha ancora preso marito. Alcina, tuttavia, non si cura dei commenti della gente. Le sue ore sono segnate da altro: dalla presenza della morte, che avverte dietro di sé a ogni passo e che, ne è convinta, sembra aver scelto proprio lei per sfidarla e metterla alla prova. E, infatti, un giorno la morte si presenta davvero al suo cospetto. Seduto sul vecchio ceppo usato per spaccare la legna, compare davanti ai suoi occhi lo spettro di Astorre, il padre defunto. Un'anima in pena, a causa dell'errore compiuto in vita, quando - prima che scoppiasse la guerra, guerra che, tuttavia, l'uomo non ha visto - si è lasciato colpevolmente sedurre dalla retorica fascista. Alcina, con il suo «cuore rosso» e l'impegno attivo nella Resistenza, è la voce della sua coscienza. La voce che Astorre non ha mai ascoltato, ma di cui adesso ha bisogno per fare chiarezza, capire il passato attraverso il presente e trovare, finalmente, la pace. Un romanzo sull'intenso e commovente rapporto tra un padre caduto in errore e una figlia desiderosa di riscattare la sua figura e la sua memoria. |
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Romana Petri - Figli dello stesso padre
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Romana Petri |
Figli dello stesso padre |
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Candidato 2013 |
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(Edizione Longanesi, 2013) |
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Figli dello stesso padre, ma di due donne diverse, Germano ed Emilio si rivedono dopo un lungo silenzio. Sono diversissimi, accomunati unicamente dall'amore insoddisfatto per il padre Giovanni, una figura possente, passionale ed egocentrica, che ha abbandonato la madre di Germano perché la sua nuova donna aspettava un figlio, Emilio, per poi abbandonare poco dopo anche lei come tutte le altre donne della sua vita. Germano, pur essendo sempre stato il preferito del padre, non ha mai perdonato al fratello minore di essere la causa del divorzio dei genitori. Emilio, cresciuto sapendo di essere il figlio non voluto, ha sempre cercato, invano, l'affetto del padre e del fratello. Nei pochi giorni che trascorreranno insieme, le antiche rabbie e il richiamo del sangue riemergeranno furiosi. |
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