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Sergio Ferrero - Gli occhi del padre


Sergio Ferrero

Gli occhi del padre

Vincitore 1997

Mondadori, 1996

 

E' un romanzo breve ambientato a Torino, tra la metà degli anni Trenta e la metà degli anni Quaranta. Protagonista è un ragazzo strappato all'amore del padre, che vive le sue prima importanti esperienze di vita sullo sfondo degli anni cruciali e drammatici della storia italiana.

 

Sergio Ferrero - Le farfalle di Voltaire


Sergio Ferrero

Le farfalle di Voltaire

finalista 2000

Edizione, 2000

 

René, un ragazzo diciassettenne, autorizzato dall'età ad essere ingenuo, deve confrontarsi con il padre Gerolamo. Quest'ultimo, ex seduttore da spiaggia, e squattrinato pittore, è stato per un breve periodo marito di Marcelle, ma ora ritiene che sia giunto il momento d'imporre al figlio il proprio modello di uomo predatore. Per questo motivo Gerolamo vorrebbe che il giovane smettesse di frequentare il musicista Rorò, il quale s'è fatto allestire un appartamento in un cadente edificio popolare che ricorda il casbah di Algeri, e neppure l'altero marchese Felipe Aguilar, il quale scrive tragedie in versi e abita in un hotel semi-diroccato, sognando di trasformarlo in un teatro. È evidente quanto s'inganni Gerolamo, nel cui corpo che invecchia l'ambizione artistica, si stanno aggrovigliando l'alcol e il disordine in un gruppo di vaniloquente frustrazione. Questa comunità descritta da Ferrero, è sempre vivacissima, nell'eccentricità dei suoi eroi come nella leggerezza delle sue eroine, dalla bella Tania ai due mariti, alla sensuale e sfrontata ragazza del popolo Nina. La maturazione del ragazzo René dovrà conoscere anche la sofferenza e il batticuore per l'indole malandrina e traditrice della giovane dai piedi scalzi sarà solo perché il diventare adulti paga pegni inevitabili. 

 

Sergio Ferrero - La valigia vuota



Sergio Ferrero

La valigia vuota

finalista 1987

Longanesi, 1987

 

Già dai libri precedenti — A moscacieca, Gloria, Il giuoco sul ponte, definito da Pietro Citati «uno dei romanzi più belli e misconosciuti degli ultimi vent'anni» — si intuiva che Sergio Ferrero era dell’esigua schiera dei narratori i cui personaggi e luoghi e situazioni si compongono in una mitologia privata inconfondibile. Con La valigia vuota, il suo mondo trova una definizione anche più lucida e alta. In un villaggio sul mare, dove non si può giungere se non in barca, fuori stagione, arriva un giovane, senza passato e senza status come i personaggi che le fiabe e i romanzi medievali vedono impegnati in prove richieste e talora degradanti. È un dilettante di storia e arte locali, o un cacciatore di scandali deciso a frugare nei fatti allarmanti che la gente del posto vuole ostinatamente sepolti? Non riusciremo a saperlo con esattezza. Ferrero sceglie per sé, con la navigata, ironica innocenza dei classici, la parte del « confidente » nelle tragedie: colui che non sa, o finge di non sapere, le cose magari atroci che avvengono al di sopra della sua testa; colui che non interroga, e si limita ad ascoltare ciò che gli viene detto, ciò che si consente a dirgli. Il risultato apparente è una rappresentazione quasi cordiale: con un gruppetto di personaggi perlomeno singolari, conversazioni piene di sottintesi e di domande, una gita in barca, un incidente che potrebbe essere mortale. Ma intanto, come in un negativo fotografico, ciò che è in luce si carica d'ombra e macchie inquietanti appaiono, combinandosi a formare la mappa, confusa, di un mondo d’orrore che incombe sul paesaggio di mare e di sole, quasi un ectoplasma in attesa di essere evocato. Il protagonista, che sembra convinto che il male si possa dire (forse crede che appartenga, come le streghe del Macbeth, ad « altra regione »), e tenta di materializzarle, ne è inevitabilmente catturato. Ma sarà davvero da scegliere, fra le ipotesi possibili sul suo destino, quella più «nera»? Nessun particolare ci autorizza. La descrizione, l’aristocratica misura di Ferrero vogliono che l’indicibile rimanga tale, anche in chiusura di libro. Solo così il nostro sguardo potrà sopportare di fissare, sinistramente leggera, «la valigia vuota».

 

Sergio Ferrero - Il giuoco sul ponte





Sergio Ferrero

Il giuoco sul ponte

Candidato 1971

(Edizione Rizzoli, 1995)

 

Una provincia dove regnano piccole grandi crudeltà, presenze ambigue e inquietanti; la tragedia di un protagonista per caso in un romanzo degno del miglior Simenon.