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Alberto Bevilacqua - I sensi incantati

 

 

Vincitore 1992

Alberto Bevilacqua

1992

I sensi incantati


Mondadori

Il tema del magico, del "meraviglioso" percorre quasi tutta l'opera di Bevilacqua, incantando i lettori di tanti paesi. Ma qui il tema si traduce in una storia che avvince - oltre che per una suggestione e una suspense che si mantengono dall'inizio alla fine - per un sapore di verità: la vicenda, infatti, è stata realmente vissuta in prima persona dall'autore, messo a contatto fin da bambino con la dimensione magica. Centrale nel libro è la figura di Miriam, la giovane sensitiva che entra concretamente nella vita reale del protagonista in crisi e lo rigenera, oltre che con gli eccezionali poteri di cui è dotata, con le suggestioni naturale della sua intensa femminilità. Miriam, infatti, è dotata di una sensitività spinta all'estremo: può ottenere che i sensi altrui vengano incantati, ossia riportati alla voglia di vivere. Il romanzo acquista la portata di un messaggio piú vasto che indica modi, finora insondati, con cui è possibile essere risanati dal male degli affetti, mentre l'uomo può trovare Dio per strade diverse da quelle logorate dalla multiforme corruzione dei tempi.

 

 


Alberto Bevilacqua - Il viaggio misterioso

 

 

Vincitore 1972

Alberto Bevilacqua

1972

Il viaggio misterioso


Rizzoli

Federico ha due padri: un padre naturale e uno putativo. Guido, l'idealista, e Gabriele, incarnazione di un'umanità umile e appassionata. Luisa, contesa tra i due uomini, è l'indimenticabile immagine di donna e di madre che, con il richiamo del proprio combattuto destino, coinvolge il giovane Federico in un misterioso viaggio di ricerca e iniziazione. Un omaggio tenero e sincero del grande scrittore emiliano alla sua terra e alla sua gente.

 

 


Alberto Bevilacqua - La Pasqua Rossa


Alberto Bevilacqua

La Pasqua Rossa

finalista 2004

Einaudi, 2004

 

È il 21 aprile 1946. Nel carcere di San Vittore sono stipati piú di tremila detenuti, tra delinquenti senza bandiera, ex repubblichini ed ex partigiani condannati per reati comuni: un microcosmo impossibile, che rispecchia con paradossale fedeltà un'Italia che stenta a scrollarsi di dosso «il sentimento delle macerie». È in questa polveriera che scoppierà una delle rivolte piú imponenti del sistema carcerario mondiale, architettata da Ezio Barbieri, un eroe maledetto capace di amicizie e di amori intensi, dipinto dalle dicerie come un diavolo con fattezze angeliche, dal sorriso ambiguo, dall'intelligenza spiazzante. Ma chi era davvero Ezio Barbieri? Un uomo in grado di capire come nessun altro «i drammi in gabbia» e i destini futuri dell'Italia? Un profeta moderno? Un sognatore? È intorno alla personalità complessa, contraddittoria e carismatica di questo pifferaio magico che il libro di Bevilacqua si avvita a spirale: nella convinzione, profonda e contagiosa, che il destino di un uomo possa illuminare, a tratti, quello del mondo.

 

Alberto Bevilacqua - Questa specie d'amore



Alberto Bevilacqua

Questa specie d'amore

Vincitore 1966

Einaudi, 2010

 

Siamo negli anni Sessanta, un giovane marito si rivolge alla moglie in un monologo tenero e crudele, una sorta di lunga confessione. Federico ama Giovanna ma, dopo due anni di matrimonio, un malessere profondo invade tutta la sua vita. L'unione in apparenza felice gli sembra il risultato di compromessi e ipocrisie, persino il successo e la notorietà nel lavoro hanno per lui il sapore della delusione. Disorientato, Federico cerca inutilmente di darle un figlio. La tensione verso una sua verità lo spinge a uno scavo nel passato, lo costringe a ripercorrere le vicende conflittuali che da giovane di provincia, vissuto nel mito di un padre che ha speso l'intera sua vita nel nome di un'idea, lo hanno condotto a vivere nella capitale, a sposare una donna ricca e borghese. Finalmente, l'incontro dolcissimo con la madre ormai anziana consente a Federico di aprirsi a Giovanna, di offrirle un nuovo equilibrio, una nuova più vera "specie d'amore".

 

Alberto Bevilacqua - La califfa





Alberto Bevilacqua

La califfa

Candidato 1964

(Edizione Einaudi, 2010)

 

La Califfa è una bellissima ragazza di origine popolare che diventa l'amante di Annibale Doberdò: l'industriale piú potente della città, una sorta di Mastro-don Gesualdo, autorevole e spregiudicato. Memorabile ritratto di donna libera, sana di fondo e, a suo modo, innocente. La Califfa è un'amante senza servilità nella cui schiettezza amorosa l'industriale ritrova, in un punto nevralgico della sua esistenza, una voglia nuova di vita e la sua stessa libertà. Contro questa relazione si armano tutti i potenti della sua corte, ma sarà solo la morte improvvisa di Doberdò a stroncarla. E la Califfa tornerà nel suo quartiere d'origine, sola, ma con la coscienza di aver contribuito a trasformare, oltre che l'anima e l'intimità di un uomo, l'aspetto sociale di una città. «Romanzo centrale» negli anni Sessanta, per la limpida riuscita letteraria e perché testimonia, attraverso alcuni grandi protagonisti, splendori e miserie di quel miracolo economico italiano che avrebbe ispirato la migliore narrativa e il miglior cinema dell'epoca. La notorietà del romanzo è stata amplificata dal film girato dallo stesso Alberto Bevilacqua e interpretato da una indimenticabile Romy Schneider insieme a Ugo Tognazzi.

 

 



Alberto Bevilacqua - L'occhio del gatto





Alberto Bevilacqua

L'occhio del gatto

Vincitore 1968

(Edizione Rizzoli, 1968)


Il protagonista è Marcello. Ma c’è anche Giulia Conforti, o meglio la conforti, con la c minuscola, come Marcello la chiama per ridurla spregiativamente al ruolo di cosa. C’è l’uomo che di Giulia si è impadronito. E un gatto nel cui occhio Marcello non vede soltanto, alla Baudelaire, la capacità di distinguere il vero dal falso nell’apparente verità degli uomini, ma anche un’immagine viva dell’ironia. Sta qui la novità del romanzo: qui e nel suo contrario. Ossia nello scontro tra l’ironia intesa come espressione massima dell’intelligenza, e la sua violenza che, oggi, sconvolge, popoli e individui. Dopo un viaggio dantesco compiuto nell’inferno di una delle tante terre devastate dal dolore, Marcello si convince che ciascuno deve reagire con le armi di cui dispone per combattere e umiliare la violenza dovunque essa si annidi, anche simbolicamente. Perciò, con l’arma di un’ironia che sa diventare una sarcastica sferza, il protagonista decide di punire la moglie Giulia e l’uomo con cui è andata a vivere sotto la spinta di uno spietato egoismo. La conforti s’è portata via i due figli, ha lasciato Marcello solo con il gatto e lui non ha reagito. Ha risposto con il suo disprezzo, il suo doloroso silenzio. Ma ora le cose cambiano. La punizione acquista la potenza di una beffa irresistibile. Il protagonista, infatti, si consegna spontaneamente nelle mani dei due, pronto a facilitarli in ogni soluzione legale (l’annullamento del matrimonio soprattutto), e diventando loro ospite fisso dà la sensazione di essere un prigioniero nella trappola. Ma in trappola sono loro: Giulia e l’uomo. L’ironia, infatti con cui Marcello li aggira alle spalle, li sgretolerà a poco a poco.