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Marcello Venturoli - La patria di marmo


Marcello Venturoli

La patria di marmo

Vincitore saggistica 1957

Nistri-Lischi, 1957

 

Tutta la storia del Vittoriano, il monumento più discusso dell'età umbertina, tra arte, spettacoli, invenzioni, scandali e duelli

 


Ruggero Zangrandi & Marcello Venturoli - Dizionario della paura


Ruggero Zangrandi & Marcello Venturoli

Dizionario della paura

Vincitore Saggistica 1951

Nistri-Lischi, 1951

 

Dopo la fioritura davvero imponente di romanzi, diari e “giornali” in cui uomini di formazione borghese hanno manifestato con forme più o meno tese le ragioni del proprio dissenso dalla pratica e dalla ideologia comunista, questo libro si colloca in una posizione completamente nuova ed imprevista, sia perché non vuole assumere, nei confronti delle opposte parti, un atteggiamento polemico preconcetto, sia perché i due interlocutori cercano, durante la disputa, di superare i punti morti e di trovare un modo di intesa. Da questa discussione nasce un avventuroso viaggio attraverso le incomprensioni e le attrazioni, le simpatie e le paure, che borghesi e comunisti si ispirano reciprocamente: vi sono oggi problemi che, pur diversamente intesi e risolti, restano tuttavia gli stessi per un liberale o per un comunista, o per chiunque altro sia un uomo vivo nel nostro tempo, ed abbia come aspirazione fondamentale la ricerca della verità. Con questa coscienza Venturoli e Zangrandi hanno iniziato e mantenuto un colloquio umanissimo; che fa del loro libro il più sconcertante romanzo di idee che sia apparso in Italia dopo la liberazione.

 


Marcello Venturoli - Io, Saffo





Marcello Venturoli

Io, Saffo

Candidato 1992

(Edizione Newton Compton, 1992)

 

Nell'immaginario della "letteratura del mondo", per dirla come Goethe, Saffo rappresenta il mito di chi ha saputo congiungere il massimo dell' esperienza d' amore con il massimo dell' esperienza di poesia. Marcello Venturoli ne dà in questo romanzo piena conferma. La Saffo di Venturoli è creatura schiva, intima, segreta. La sua forma ideale di vita è all'interno di quel luogo di formazione e di iniziazione ai misteri della femminilità che è il tiaso, la scuola in cui le fanciulle, sotto la sua guida, imparano soprattutto a rimanere interiormente fanciulle per sempre. Nel chiuso riservato del tiaso il vivere femminile – con il suo eros particolare – trascorre al riparo da tutto ciò che è a esso contrario e disforme; al riparo anche dai perturbamenti della fama. La luminosa Saffo preferisce rimanere oscura. Pur tuttavia, nonostante il suo ostinato rifiuto nei confronti di ogni forma esteriore di riconoscimento alla sua gloria poetica, è solo nell’appartenenza alla dimensione della poesia la condizione del suo destino. E lo stesso suo legame con Alceo è di natura squisitamente poetica e in tale senso va interpretato: sarà proprio Saffo ad ammetterlo in un incontro con lui. Nonostante ciò, Saffo non rinuncia alla sua scelta di fuga e decide ugualmente di “lasciarsi andare” verso la sparizione. Venturoli imposta questo suo punto di vista della natura di Saffo avvolgendo la sua intuizione nelle spire di una intuizione raffinata e al tempo stesso ossessiva, realizzando così nella scrittura il correlativo espressivo del celebre pathos di Saffo, in un crescendo di penetrazione verso l’ interno di una sensibilità che si manifesta come un cerimoniale di simbolizzazione dell’ esperienza. Io, Saffo è il romanzo di una vita simbolica. E non a caso l’ autore recupera, con questo libro, in un modo quasi del tutto inatteso nel panorama della letteratura presente, quell’ attitudine a elaborare una visione spiritualizzante della vita psichica, che è stata propria della grande stagione del Simbolismo.

 

 



Marcello Venturoli - La stella di Giuditta





Marcello Venturoli

La stella di Giuditta

Candidato 1994

(Edizione Newton Compton, 1994)

 

La figura biblica di Giuditta, che ha già tentato le arti figurative, la letteratura e il teatro, riappare in questo romanzo di Marcello Venturoli in una interpretazione originalissima e in una versione del tutto nuova della sua storia, tanto da offrire al lettore non pochi spunti di sorpresa e di suspence. Anche in questa moderna e post-moderna vicenda, Giuditta è profondamente timorata di Dio, via via che ne segue la stella che è prima di tutto il senso vero della libertà e della giustizia nella Palestina già smembrata e per la sua città, Betulia,  una delle roccaforti montane intorno a Gerusalemme; stella, anche nei suoi sentimenti, tanto più schietti quanto più incoercibili. Personaggio fondamentale e riuscitissimo tra i protagonisti è Basemat, la schiava di Giuditta, sua coetanea, a differenza della figura presentata in tutte le iconografie e letterature come una servente anziana.

Nuovo è il racconto della vita di Oloferne, dall’infanzia e dall'adolescenza influenzate da due culture diverse alla folgorante carriera di condottiero di tre generazioni di re. A metà del libro le due storie si intrecciano con un amore reciproco quasi a prima vista. Il dramma di Giuditta è superare la propria avversione all'impresa omicida, mentre quello di Oloferne è rischiare la morte pur di conservare al suo fianco questa donna appassionante che per lui rappresenta anche l'inconsueto di un'anima profondamente religiosa. I personaggi sono affrontati direttamente nella resa dei loro tratti fisici e dei caratteri, le case e i palazzi coi loro interni sono rappresentate con nitidi effetti visivi, come le scene di massa, in quadri ricchi di colore, i riferimenti culturali rapidi ma suggestivi, dal poema di Gilgamesh al Cantico dei Cantici. Una narrazione avvincente, dallo stile conforme letterariamente all’alto soggetto e dalle intense aperture poetiche in questo romanzo singolare dal bel titolo, La stella di Giuditta.