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Gianni Granzotto - Carlo Magno



Gianni Granzotto

Carlo Magno

Vincitore 1978

Mondadori, 1993

 

Nella breve nota introduttiva, l'autore dichiara di non aver ambito a scrivere un'opera di storia, ma di essersi voluto identificare con Carlo Magno, per poter meglio comprendere i fatti della vita dell'illustre personaggio. A parte questa premessa, non si trovano nel libro personaggi di fantasia e neppure ricostruzioni immaginate di colloqui, per cui è esatta la definizione di biografia. La narrazione ha inizio nell'anno 753, allorché il papa Stefano II valicò le Alpi, per chiedere al re dei Franchi Pipino il Breve di intervenire in Italia, dove il re longobardo Desiderio non mostrava di voler restituire al Papato alcuni territori in prossimità di Ravenna. Nell'incontro, l'undicenne Carlo veniva incoronato dal Papa assieme alla madre e al fratello minore. Era l'inizio di una vita all'insegna della difesa del Cristianesimo, nella quale Carlo avrà relazioni con ben quattro Papi, ultimo di questi, Papa Leone III che lo elevò a Imperatore dei Romani. La presa di potere da parte di Carlo avvenne quindici anni dopo, nel 768. Le vicende politiche del tempo mostrano una grande instabilità, sia nei regni franchi (perennemente in lotta con Sassoni ad est e Mori ad ovest), sia nella situazione italiana, che opponeva i longobardi (detentori del potere) a un emergente Roma papale, che mal tollerava tanto i dominatori interni, quanto i bizantini, ancora in possesso dei titoli di Imperatori dei Romei (Romani). Eppure Carlo mantenne un sano distacco, se non dal potere, almeno dalle deviazioni più frequenti che ne derivano. Si mostrò clemente con un figlio ribelle, consentì alle proprie figlie libertà di scelte di vita, coltivò con zelo sincero la revisione delle Sacre Scritture (chiamando dall'Oriente uomini dotti in grado di rettificare errori dovuti a ignoranza della lingua greca). Trovò tempo e modo per dare al suo regno quella luce che da lui si chiamò età carolingia. Accettò il titolo di Imperatore dei Romani, conferitogli da un Papa, ma non perse mai la sua autonomia da altri poteri.

 

Andrea Accorsi - I personaggi più malvagi della storia di Milano



 

Andrea Accorsi

2013

I personaggi più malvagi della storia di Milano

Principi, condottieri, carnefici, serial killer, banditi e terroristi. Il lato oscuro della Milano feroce e criminale

Dall'Inquisizione agli anni di piombo Nell'anima della città si nasconde un cuore assassino Principi, condottieri, carnefici, serial killer, banditi e terroristi Il lato oscuro della Milano feroce e criminale Si dice che il male abbia molte facce. Nella storia di Milano queste facce sono state quelle di principi e di condottieri, streghe presunte e veri carnefici, serial killer e poliziotti prezzolati, banditi e terroristi. Accomunati da efferatezza e origini, hanno mietuto le loro vittime con l’inganno o con la violenza trasformando la capitale morale d’Italia in un autentico Far West. Questo libro rivela vizi privati e pubbliche crudeltà di duchi e contesse delle corti rinascimentali dei Visconti e degli Sforza; ricostruisce gli efferati crimini dei capi delle “polizie private” durante i seicento giorni di Salò; ripercorre le gesta di bande criminali divenute a loro modo leggendarie, passando per i secoli delle congiure consumate all’ombra dei palazzi, dei processi sommari celebrati “in nome di Dio” e della persecuzione dei patrioti nel periodo della sottomissione all’impero d’Austria. Non mancano i ricorrenti assassini seriali che hanno riempito le cronache fin dalla metà dell’Ottocento, né i maggiori protagonisti – di destra come di sinistra – degli anni di piombo, alcuni dei quali sopravvissuti a quella stagione terribile, ai processi, alle condanne per riapparire a sorpresa ai nostri giorni, in alcuni casi più potenti e feroci che mai. Tra gli argomenti trattati nel libro: Bernabò Visconti: l’incarnazione del male Giovanni Maria Visconti: bizze e capricci del Nerone alla milanese Gian Giacomo de’ Medici: Quasi un Dracul Bianca Maria Scappardone: uomini e mantidi Francesco Maria Guaccio: scope e martelli per le streghe La Banda Carità: sinfonia di morte Quelli dell’Aprilia nera: rapine e pallottole fra le macerie Renato Vallanzasca: Bandito a Milano Antonio Busnelli: il becchino in corsia Gilberto Cavallini: il killer nero «Gli autori tracciano il loro oscuro labirinto narrando con oggettività vicende inquietanti. Il terrore diventa un affare di famiglia.» Laura Laurenzi, la Repubblica «Una carrellata di fatti oscuri e crudeli, operati da famiglie che hanno utilizzato ogni genere di sopraffazione per difendere il proprio nome e potere.» Panorama.it

Andrea Accorsi (Legnano 1968), giornalista professionista e ricercatore, lavora come capo servizio della redazione interni in un quotidiano nazionale. Studioso di storia del giornalismo e di criminologia, per la Newton Compton ha scritto molti libri e saggi sull’argomento. Daniela Ferro (Milano 1977), giornalista pubblicista e saggista, ha scritto diversi libri, tutti editi dalla Newton Compton.

 

 

Ippolita Douglas Scotti - I signori di Firenze




 

Ippolita Douglas Scotti

2018

I signori di Firenze

Storie segrete dei protagonisti che fecero grande la città del giglio

Storie segrete dei protagonisti che fecero grande la città del giglio La storia di Firenze attraverso le sue famiglie più importanti, che per abilità mercantili, finanziarie e politiche o per illustri natali ne costruirono le sorti. La supremazia di questi signori della città diede origine alla ricchezza materiale e spirituale di Firenze, con la realizzazione di grandi opere artistiche in veste di mecenati e come proprietari di torri, cappelle e palazzi ancora mirabili. Tanto prestigio non fu affatto pacifico né privo di ombre, e opere d arte e pagine di storia testimoniano intrighi, congiure e rivalità mai sanate. Senza questi “Signori di Firenze”, la città, con la sua storia e la sua arte, non sarebbe esistita. Il libro racconta i protagonisti della Firenze del passato e ogni capitolo è dedicato a una delle più influenti famiglie fiorentine: le gesta, gli intrecci di parentele e le inclinazioni politiche. Tra i personaggi trattati nel libro: Acciaiuoli • Adimari • Alamanni • Alberti • Albizzi • Altoviti • Antinori • Bartolini Salimbeni • Buonarroti • Buondelmonti • Buontalenti • Caccini • Capponi • Cavalcanti • De’ Cerchi • Cerretani • Corsi • Corsini • Davanzati • Della Gherardesca • De’ Medici • Donati • Frescobaldi • Galilei • Ginori • Pandolfini • Pazzi • Pucci • Ricasoli • Rucellai • Serristori • Strozzi • Tornabuoni • Torrigiani • Vecchietti • Vespucci • Visdomini

Ippolita Douglas Scotti figlia del nobile commissario del quartiere di San Giovanni nel Corteo del Calcio Storico, è nata a Firenze. Ha scritto libri di vario genere e collaborato con associazioni culturali volte a valorizzare la città e le sue dimore storiche. Con la Newton Compton ha pubblicato 101 perché sulla storia di Firenze che non puoi non sapere e I signori di Firenze.

 

 


Il Barbarossa e la beffa di Alessandria - Dario Fo


 

Il Barbarossa e la beffa di Alessandria

 

 

 

 

Guanda

2017

Prima pubblicazione

2017

 

La nascita della Repubblica milanese e del gran numero di Comuni lombardi che si costituirono dopo l’anno Mille è uno dei più importanti fenomeni di emancipazione civile ed economica dell’età medievale. Decisive sono state le loro battaglie contro Federico Barbarossa, feroce nemico della loro autonomia e dei loro ideali sociali e religiosi. Ed è proprio sul Barbarossa che Dario Fo punta il suo occhio critico e irriverente per portare alla luce, in questo romanzo inedito, un episodio esemplare, la singolarissima fondazione della città di Alessandria e la lotta che ha aperto la strada a un nuovo corso della storia d’Europa. Cancellando la cronaca ufficiale, forse troppo attenta a non gettare il ridicolo sul sovrano, l’autore fa spuntare dagli archivi un’altra verità e ricostruisce la vicenda di una «fantastica Alessandria galleggiante», capace di resistere per mesi all’esercito più potente del mondo occidentale, e di un imperatore con la tragicomica ossessione dell’acqua: una vicenda in cui l’ordinaria triste ingiustizia viene ribaltata e il tiranno, per una volta, sconfitto.