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Bill James |
2017 |
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Uccidimi |
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Kill Me, 2000 |
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Serie Harpur & Iles | # 17 |
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Sellerio |
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Un sanguinoso conflitto a fuoco scoppia a turbare la pace criminale che regna nell’immaginaria città inglese in cui Bill James ambienta i suoi schemi polizieschi, ramificati come giochi di strategia o mosse di una partita a scacchi tra l’ordine e il delitto. All’Eton, un elegante locale che la mala usa come piazza di spaccio per gente bene, dei sicari freddano a pistolettate due clienti. Uno stupido errore, perché i proiettili avevano come vero bersaglio una giovane agente sotto copertura, pedina in realtà di un doppio gioco. Da questo imbroglio comincia una vertiginosa danza, in cui girano Naomi, l’infiltrata che ha sete di vendetta; i caporioni della polizia, divisi da segreti obiettivi sotto un dirigente imbelle; le due cosche cittadine in precario equilibrio tra accordo e tradimento; la criminalità «forestiera» dei colonizzatori londinesi potenti e sporchi di sangue in un modo impensabile per i provinciali. E ciascuno fa i suoi passi rispondendo o prevenendo o assecondando le mosse degli altri secondo calcolo e convenienza. E a volte per sentimento e senso di giustizia. La serie dei romanzi di questo gallese ex giornalista di nera che immagina drammi criminali come metafora del capitalismo thatcheriano anni Ottanta, ha come protagonisti poliziotti e boss mafiosi, con le loro comparse, che nel corso degli anni, intrigo dietro intrigo, amministrano un ordinato di- sordine come accorti manager del delitto. Intanto le loro vite private si svolgono quotidiane, affettuose, o romantiche, o pietose, o stressate, mentre qualcuno ogni tanto muore. E a fine lettura si ha la sensazione di aver partecipato a una simulazione pratica di teoria delle decisioni criminali. |
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Bill James - Uccidimi
Bill James - Un taglio radicale
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Bill James |
2015 |
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Un taglio radicale |
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Eton Crop, 1999 |
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Serie Harpur & Iles | # 16 |
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Sellerio |
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C’è aria tesa ai vertici di polizia dell’innominata città in cui Bill James ambienta i suoi polizieschi sociologici. Si discute se e come infiltrare nelle cosche della droga una giovane agente. Lo scontro è tra due politiche opposte: il Capo, l’insicuro e paranoico Lane, vorrebbe passare all’attacco, mentre il cinico e ambizioso Assistente Capo Iles, è per il compromesso che ha garantito la pace nelle strade. Sotto sotto c’è molto di più. Lane è convinto che il suo Assistente progetti un boicottaggio per fargli le scarpe, anche a costo della vita della giovane infiltrata. Dal canto suo Iles si muove come per sfruttare l’operazione per più contorti obiettivi. In mezzo ai due sta il Soprintendente, Harpur, lui cerca soprattutto di salvare la pelle di Naomi Anstruther, l’agente sotto copertura. A specchio, la stessa discordia mina il campo delle due cosche che si dividono «pacificamente» il traffico. «Panico» Ralph Ember e il più animalesco Mansel Shale dell’altra famiglia sanno entrambi benissimo dell’infiltrazione, ma mentre il primo fa una lettura complessa dei maneggi della polizia, il secondo vuole puramente e semplicemente eliminare l’agente. Questa complicata dislocazione di pedine è solo la premessa di una specie di dramma poliziesco. Una intricatissima rete di azioni e reazioni in cui ciascun attore s’illude di prevedere ciò che prevedono gli avversari e come si muoveranno. Ognuno dei gialli di Bill James è una lezione magistrale di strategia criminale e poliziesca nel suo ambiente naturale. Non esistono buoni e nemmeno cattivi, ciascun personaggio è colto nelle tante sfaccettature della sua vita, i dialoghi scorrono quotidiani e pieni di sarcasmo, gli ambienti cittadini risaltano nella loro varietà, i piccoli affetti sinceri si accompagnano al generale utilitarismo: e intanto i grandi disegni della legge e della criminalità organizzata si alimentano reciprocamente. Fondamentalmente perché la polizia è l’amministratrice del disordine di cui la società ha bisogno. |
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Bill James - Il mattatore
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Bill James |
2012 |
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Il mattatore |
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Top Banana, 1996 |
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Serie Harpur & Iles | # 13 |
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Sellerio |
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In un degradato quartiere di edilizia popolare, la tredicenne Mandy fa il corriere della droga. Quando, durante una consegna, rimane vittima del fuoco incrociato tra bande rivali, il suo caso finisce su tutte le prime pagine, diviene emblema dello «stato della Nazione» e oggetto di spietate analisi da parte dei media. Di fronte alla totale omertà degli abitanti del luogo, i tutori della legge sentono l’urgenza di mutare la strategia di contrasto al crimine. Ma laddove il Capo della Polizia Mark Lane propende per infiltrare un detective in mezzo ai trafficanti (con tutti i rischi che ciò comporta), per l’Assistente Capo Desmond Iles l’unico scenario realistico è quello di una più o meno tacita intesa in base alla quale si chiudono «entrambi gli occhi» sui traffici dei baroni della droga in cambio della «pace sulle strade». Con l’infida arroganza che lo distingue – e gli è valsa l’appellativo di «Iago dell’Ovest» da parte dell’Observer – Iles tesse perciò la sua tela sordo ai richiami di Lane: e va innanzitutto alla ricerca di un interlocutore valido e affidabile, che possa garantire la non belligeranza tra le diverse organizzazioni malavitose. Terrorizzato dalle possibili conseguenze tanto della politica di Lane che di quella di Iles, il Soprintendente Colin Harpur indaga sulla morte di Mandy, alla ricerca di una verità che di per se stessa metta in scacco entrambi i superiori. Frequentatore per eccellenza della Zona Grigia tra la legge e il delitto, Bill James giunge inevitabilmente, in questo romanzo del 1996, al tema della trattativa tra Stato e poteri criminali: e lo fa alla sua maniera, sardonica nei toni e sin troppo credibile nella sostanza, mettendo in scena un dialogo in cui il non detto è la cosa più importante, gli attori si rubano il ruolo a vicenda ed il regista Iles – come osserva il boss Mansel Shale, il «Mattatore» del titolo – si riprende con una mano ciò che ha concesso con l’altra. Sullo sfondo, tutto ciò che ha fatto della serie di Harpur e Iles un osservatorio privilegiato della realtà britannica da quasi trent’anni a questa parte: la riduzione a plebe di una classe lavoratrice che pure ha alle sue spalle una storia e una cultura di assoluto rispetto; i processi di aziendalizzazione a tutti i livelli; l’adozione del linguaggio della politica da parte dei gangster – qui, per la prima volta, un Tony Blair in ascesa scalza come fonte di ispirazione i soliti condottieri conservatori. |
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Bill James - Il detective è morto
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Bill James |
2012 |
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Il detective è morto |
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The detective is dead, 1995 |
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Serie Harpur & Iles | # 12 |
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Sellerio |
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Seguendo le inchieste di Colin Harpur e Desmond Iles – gli umani troppo umani eroi della serie ideata da Bill James a rappresentare il lato oscuro dell’Inghilterra in età post-thatcheriana – ci rendiamo conto che tutto questo movimento ansioso, questi dialoghi spezzati e aggressivi, questa avidità diffusa che sembra non riuscire mai a placare una sete disperata, questi eccessi selvaggi hanno un unico fine. Quello di raccontare la storia di come il crimine abbia cambiato in tutto il tessuto e la natura della società. Da questo punto di vista, i detective che troviamo nelle pagine di questa serie assomigliano, assai più che ai moderni cavalieri erranti di cui parlava Chesterton in un’indimenticabile pagina sull’utilità morale del romanzo giallo, a terminator che combattono contro alieni. Esseri la cui etica, ben più che discutibile secondo i canoni del comune cittadino, è costruita sperimentalmente per poter meglio adattarsi a un virus mutante che minaccia l’organismo sociale. Così, in questo romanzo il «detective è morto» perché il vecchio modo di fare giustizia non funziona più. «Protezione non è la parola esatta, Harpur. No. Qui si tratta di offrirlo in sacrificio. Anzi, è lui che si è offerto volontario », precisa il capo Desmond Iles al suo Soprintendente Colin Harpur. La storia è intricata. È morto Knapp, il re del traffico di droga nell’immaginaria città inglese dove si svolge la serie investigativa. Immediatamente si accende la lotta barbarica per la sua eredità e spuntano i primi cadaveri di due trafficanti ben noti alla polizia. Harpur sa chi sono gli assassini. Glieli ha rivelati un informatore, ma al processo, per timore che venga ucciso per vendetta, si rifiuta di fare il suo nome e i colpevoli sono scagionati. L’informatore di Harpur è Keith Vine, un po’ pedina un po’ spietato protagonista di un enorme affare. Sulla sua testa si incrociano le strategie opposte dei poliziotti. Mentre Harpur vorrebbe proteggerlo, il capo supremo vuole liberarsene e Desmond Iles lo vuole fare strumento di un suo piano. Da parte sua, Vine cerca di sfruttare questi diversi disegni per i suoi fini, e attrae tutti quanti in un labirinto di paura e di rischio. E tutti, poliziotti, affaristi, criminali, mogli e amanti, restano presi nel vortice di un gioco alimentato dalla legge della cupidigia, unica ortodossia sociale. |
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Bill James - Rose, rose
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Bill James |
2011 |
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Rose, rose |
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Roses, Roses, 1991 |
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Serie Harpur & Iles | # 10 |
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Sellerio |
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«Quando fu uccisa da tre coltellate al torace nel parcheggio di una stazione ferroviaria, Megan Harpur stava tornando a casa, a dire al marito che lo lasciava per un altro uomo». Megan, la moglie del Soprintendente di Polizia Colin Harpur, è stata fino a questo punto, tra i personaggi della serie ambientata da Bill James in un’innominata città costiera dell’Inghilterra meridionale, il critico più severo e sprezzante della «zona grigia» tra legge e crimine: quella frequentata da informatori gestiti come minimo disinvoltamente, infiltrati che agiscono come agents provocateurs, poliziotti disposti a farsi corrompere. Figlia di due integerrimi medici londinesi che «avevano conservato il modo di pensare e di comportarsi che veniva loro dall’educazione, quegli usi e costumi che avevano contribuito a tenere più o meno a galla la componente di classe media del Partito Laburista per decenni», Megan ha vissuto con disagio l’ascesa di Colin in quel mondo profondamente ambiguo, fino a decidere di lasciare la famiglia e ufficializzare la relazione con Tambo, un alto funzionario di Scotland Yard. Anche lui un poliziotto, dunque, ma uomo rigoroso, tutto d’un pezzo, con il quale Megan può oltretutto condividere i propri interessi culturali. Poi, improvviso, il delitto: forse una vendetta trasversale, i cui contorni precisi risultano tuttavia sulle prime illeggibili, proprio perché circondati dalle nebbie della «zona grigia». Allo svolgimento dell’indagine condotta dall’ineffabile Desmond Iles, cui Colin non può esimersi dal contribuire clandestinamente (ma violando e capovolgendo tutte le regole e le aspettative della letteratura di vendetta), si alternano, capitolo dopo capitolo, i frammenti della «scatola nera» di Megan, i cui pensieri e la cui vicenda seguiamo e ricostruiamo fino al momento dell’omicidio. Ponendo al centro del romanzo la personalità contraddittoria di Megan, Bill James può raccontare con qualche anno di anticipo (siamo nel 1993) i dilemmi etici che agiteranno una certa borghesia professionale e intellettuale durante tutta l’era del «blairismo»: proprio quei dilemmi che il ministro Mandelson – tra le massime incarnazioni dello spirito del tempo – pensava di esorcizzare con la celebre frase: «Siamo profondamente rilassati riguardo al fatto che la gente diventi schifosamente ricca». |
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Bill James - Club
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Bill James |
2010 |
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Club |
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, 1991 |
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Serie Harpur & Iles | # 7 |
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Sellerio |
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È stato ucciso Ian Aston, forse a colpi di mazza forse in altro modo: nemmeno l’arma del delitto è definita. Era un uomo di raccordo della malavita. Era anche l’amante dell’inquieta Sarah, la moglie, da poco madre di una bambina, del tirannico Desmond Iles, numero due della polizia locale. L’omicidio, per lo stile e il luogo, sembra un regolamento di conti. Ma nessuno può fare a meno di sospettare di Iles, il quale, del resto, è così arrogante da non curarsene affatto. E a complicare il contesto, c’è la circostanza che l’oscuro omicidio piomba tra capo e collo mentre sia la polizia che la mafia stanno tentando un restyling di immagine pubblica. Intanto, l’organizzazione deve sostituire il suo uomo di raccordo e pensa di farlo con il più rispettabile Ralph Ember, proprietario del Monty, un club, una volta esclusivo, adesso incontro della malavita, frequentato anche da Sarah e da Ian Aston. Dal Monty dunque partono le due storie: l’inchiesta sull’assassinio, condotta, con un misto di reticenza e malizia, da Colin Harpur e Mark Lane, i due alti colleghi del sospetto Iles; l’ascesa entro l’organizzazione del prudente Ralph Ember, boss «suo malgrado». E al club Monty giungeranno entrambe, trovando un compromissorio accomodamento intorno al cadavere di Aston. Cos’è dunque il Club del titolo? è il Monty; ed è, simbolicamente, la cricca dei poliziotti e quella dei delinquenti, colte, in un parallelismo acidamente ironico, mentre tentano di mettersi in sintonia con i nuovi tempi politici che corrono. In filigrana, la società opaca, chiusa del potere che muta tra thatcherismo e post-thatcherismo («Oliver Il Compassionevole» si chiama il capo criminale e «conservatorismo compassionevole » era detta la linea dei successori della Signora di Ferro). Dopo Protezione e Confessione, prosegue, con questo terzo romanzo, la serie di Desmond Iles e di Colin Harpur, poliziotti angelici e satanici, con cui sono raffigurati, in un affresco poliziesco e sociale insieme, venticinque, decisivi anni di storia inglese. «Maestro nell’orchestrare il caos», come è stato definito dal «New York Times», Bill James conduce il racconto usando prevalentemente il dialogo, serrato, realistico; ad esso affida il compito di riferire, con il cinismo dei protagonisti, particolari, indizi, retroscena, fatti sepolti, trappole. L’intreccio, quindi, colpisce il lettore come riflesso nei frammenti di uno specchio rotto: a rafforzare l’effetto della realtà caotica, appunto, in cui poliziotti e criminali sono solo i comuni gestori del disordine. |
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Bill James - Protezione
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Bill James |
2008 |
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Protezione |
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Protection, 1988 |
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Serie Harpur & Iles | # 4 |
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Sellerio |
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La festa per il pensionamento del poliziotto Hubert Scott viene rovinata dalla notizia di un'imminente inchiesta disciplinare: pare che Scott sia al soldo del boss "Tenerezza" Mellick. In effetti è proprio così, ma Scott, messo nell'angolo, tira fuori risorse insospettabili e trova il modo di ricattare il suo superiore, il soprintendente Colin Harpur, e gli impone di accreditare la tesi che lui si è infiltrato nella banda di Mellick per obbedire a un suo ordine. Nel frattempo l'amatissimo figlio ritardato di "Tenerezza" viene rapito da un'altra gang nell'ambito di una faida. Il rapimento suggerisce al diabolico Assistente Commissario Capo Desmond Iles una via d'uscita che consentirebbe alla polizia di salvare capre e cavoli... Protezione fa parte di una serie poliziesca ambientata nell'Inghilterra sud occidentale. Il tema della serie è la zona grigia tra legge e crimine: informatori, infiltrati, poliziotti disposti a farsi corrompere, delitti insabbiati e inchieste "aggiustate". Tra i personaggi ricorrenti ci sono il protervo Desmond Iles, l'"uomo medio" Colin Harpur e la moglie intellettuale Megan, il barone della droga malgré lui Panicking Ralph Ember. |
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Bill James - Harpur & Iles
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Harpur & Iles |
Bill James |
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Romanzi |
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1 |
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(You'd Better Believe It, 1985) |
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2 |
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(The Lolita
Man, 1986) |
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3 |
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(Halo Parade, 1987) |
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4 |
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5 |
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6 |
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(Take, 1990) |
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7 |
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8 |
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(Astride a
Grave, 1991) |
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9 |
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(Gospel, 1991) |
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10 |
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11 |
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(In Good Hands, 1994) |
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12 |
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13 |
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14 |
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(Panicking
Ralph, 1997) |
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15 |
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(Lovely Mover, 1998) |
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16 |
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17 |
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18 |
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(Pay Days,
2001) |
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19 |
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(Naked at the Window, 2002) |
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20 |
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(The Girl
with the Long Back, 2003) |
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21 |
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(Easy Streets, 2004) |
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22 |
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(Wolves of
Memory, 2005) |
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23 |
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(Girls, 2006) |
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24 |
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(Pix, 2007) |
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25 |
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(In the Absence of Iles, 2008) |
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26 |
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(Hotbed,
2009) |
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27 |
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(I Am Gold, 2010) |
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28 |
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(Vacuum,
2011) |
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29 |
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(Undercover, 2012) |
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30 |
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(Play Dead,
2013) |
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31 |
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(Disclosures, 2014) |
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32 |
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(Blaze
Away, 2015 |
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33 |
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(First Fix Your Alibi, 2016) |
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34 |
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(Close,
2017) |
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35 |
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(Hitmen I Have Known, 2019) |
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Racconti |
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1 |
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