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Carlo Flamigni - Il sacco delle botte


 

 

 

Carlo Flamigni

2018

Il sacco delle botte

Serie Primo Casadei

# 7

Ananke

«Ci siamo detti: perché no? L'idea di diffondere le nostre particolari visioni del mondo facendole scivolare, inavvertite e perciò apparentemente innocue, nella strozza dei nostri lettori, lo confessiamo, ha un certo fascino. A Primo, poi, è venuta in mente una sua storia recente [...] E io ve la propino, e lo faccio con la coscienza di non poter essere accusato di un delitto: che questo libro contenga veleni, a questo punto, lo sapete, non potete far finta di niente.» In questa nuova avventura, l'ottava, di Primo Casadei e della sua famiglia si intrecciano tradizioni e usanze della Romagna, maraffoneti, femministe sorridenti e, ovviamente, sparizioni misteriose e decessi assurdi. Riuscirà Primo, detto Terzo, a dipanare la matassa anche questa volta? Sullo sfondo delle vicende, il lettore troverà le questioni sulle donne, la violenza degli uomini sulle donne e l'importanza della solidarietà, tutte tematiche molto care all'autore. 

 

 

Carlo Flamigni - Ama il prossimo tuo


 

 

 

Carlo Flamigni

2016

Ama il prossimo tuo

Serie Primo Casadei

# 6

Ananke

«Primo era uomo di molti difetti, ma aveva una virtù importante, una profonda onestà che gli impediva di dimenticare i propri errori e di perdonarli.» L’arrivo di un nuovo primario di Chirurgia, tre lettere anonime denigratorie e pazienti morti inspiegabilmente a seguito di banali interventi danno il via alla nuova indagine di Primo Casadei, detto Terzo, ancora una volta aiutato dalla sua bizzarra famiglia. Questo giallo è il settimo della serie ambientata in Romagna, in cui personaggi coloriti, questioni etiche e omicidi si intrecciano in una trama che tiene il lettore con il fiato sospeso tanto per il mistero quanto per la profondità degli interrogativi sollevati dagli eventi.

 

 

Carlo Flamigni - Senso comune


 

 

 

Carlo Flamigni

2011

Senso comune

Serie Primo Casadei

# 5

Sellerio

La squadra surreale di Primo (inteso: «Terzo») Casadei, si trova nel folto di una di quelle selve di ostacoli che il cosiddetto «sistema Italia» diventa spesso e volentieri per i suoi figli. Il coriaceo Proverbio, sempre più ateo nonostante l’età, è ricoverato in un reparto di cure intensive; con lui sono quattro vecchietti in stato vegetativo, i quali muoiono in successione da un giorno all’altro, generando diffuso sospetto. Intanto Pavolone, il gigante buono, e Maite, sua inarrestabile compagna, hanno deciso di fare un figlio ma possono concepirlo solamente mediante fecondazione assistita e questo li immette nella follia di decreti e di divieti. Così, questa nuova avventura con il delitto degli involontari investigatori del tranquillo paese di Romagna, inizia come un racconto-verità, però satirico e grottesco, dentro i dilemmi della bioetica, quelli che il nostro paese riesce a ritorcere in modo da smarrire per sempre il buon senso comune. Ma presto, mentre Primo tenta di salvare tutti dai vertiginosi labirinti clinico legali e riflette a voce alta su deduzioni e controdeduzioni, la storia scivola lentamente nel giallo. È arrivato in paese il cugino Giuseppe, giornalista d’inchiesta intransigente. Segue la fidanzata Dorotea, aspirante showgirl a un concorso di bellezza; ma soprattutto è lì per indagare sui misteri della villa, nei paraggi, di un uomo potentissimo, detto il Presidente. E tra i risvolti equivoci dell’ambiente dello show business e i misteri della villa del Presidente avviene il delitto. Primo Casadei, cui Giuseppe aveva chiesto aiuto per avviare l’inchiesta e che allo scopo s’è trovato in contatto con personaggi oscuri, assiste allo svelarsi di cause e moventi, fino al nucleo occulto di un potere immenso che sgomenta eppure s’è già incistato nel senso comune della vita pubblica. È l’Italia di oggi che va in scena, da una delle sue mille province profonde, in questo caso una costa romagnola che il turismo non riesce a mutilare dei suoi caratteri originari. La tenaglia dell’ipocrisia burocratizzata sulle libertà degli umili, la smaccata impunità di chi possiede il potere assoluto. Usando la chiave del giallo per dar forma narrativa alla baruffa ignorante e confusionale in cui oggi consiste il dibattito sui problemi etici, con la sua premeditata conclusione: la resa morale di tutti, perfino del protagonista del romanzo.

 

 

Carlo Flamigni - Circostanze casuali


 

 

 

Carlo Flamigni

2010

Circostanze casuali

Serie Primo Casadei

# 4

Sellerio

«La vita si costruisce – è noto a tutti – come un intreccio di fatti casuali e di fatti volontari, che si succedono senza regola. Un evento casuale produce molto spesso atti volontari, ai quali conseguono nuovi eventi casuali, e via così, in un disordine fastidioso, del quale spesso neppure ci accorgiamo». Carlo Flamigni vorrebbe che questo suo secondo romanzo non venisse letto da giallo. Lo presenta come un racconto sul Caso; sul Caso – va aggiunto – fuori stagione nella riviera di Romagna, quando lo spleen spinge le persone ad amplificare nel pettegolezzo i casi di ciascuno e ciascuno sembra vivere per amplificare il pettegolezzo. Circostanze casuali segue un intreccio generale (che è in questo caso l’inchiesta poliziesca) nelle cui svolte sono intrappolati tanti personaggi. E ogni personaggio incarna una storia, varia e complessa che potrebbe fare trama a sé, solo che essa, per via del caso e della necessità delle azioni che ne scaturiscono, si intreccia con le altre storie, gonfiandosi in una specie di tumultuosa fiumana del destino. Annibale Ricci Ribaldi, settantenne notaio di ricca famiglia è un uomo vizioso e alquanto laido. Forse il solo davvero detestabile tra un groviglio di vipere che gli si stringe intorno, che brulica di vittime a loro volta carnefici di vittime minori. Sono la moglie e i figli, domestici e impiegati, clienti, fino semplici vicini tutti pieni di risentimenti soffocati e mediocri colpe inconfessate. Un giorno il notaio è trovato morto nel suo studio; a breve distanza di tempo, stessa sorte per l’ostetrica che ha fatto nascere i suoi figli. L’indagine del questore Macbetto Fusaroli e, in collaborazione amichevole, di Primo Casadei detto «Terzo» con la sua famiglia di bizzarri investigatori (la moglie cinese Maria, le due gemelle, l’anziano amico Proverbio, il gigantesco tuttofare Pavolone), per raggiungere l’inutile verità mette a soqquadro il passato di quelle vite con tutto il loro «disordine fastidioso». Si potrebbe parlare di affresco a tinte lievi, di quadro mobile di vita di provincia, fermandosi alla deliziosa e un po’ cinica commedia d’ambiente che fa muovere in una danza divertita caratteri vividi. Ma c’è forse, senza proclami, anche un altro effetto che incide e fa riflettere: una filosofia di vita somministrata a parche dosi e con un certo ilare distacco da tutto ciò che futilmente affanna gli esseri umani.  E, in questi tempi rumorosi, funziona da antidoto dell’intelligenza.

 

 

Carlo Flamigni - Un tranquillo paese di Romagna


 

 

 

Carlo Flamigni

2008

Un tranquillo paese di Romagna

Serie Primo Casadei

# 3

Sellerio

Per la convalescenza di sua figlia appena guarita dalla tubercolosi, Primo Casadei, cinquantenne scrittore dal passato irrequieto, sceglie i luoghi della sua infanzia, in Romagna: aria buona, vecchie conoscenze, qualcuno della sua sterminata parentela che vive ancora in paese. Giunto in paese Primo fa presto ad ambientarsi, tra una visita al farmacista, un incontro col parroco e col ragioniere Adamo che gestisce l'equivoco albergo del luogo. Una atmosfera cordiale e amabile dove tutti si conoscono che viene improvvisamente turbata dal rapimento di una bambina, Ofelia, nipote di una parente di Primo. Le indagini partono svelte, affidate al vicequestore Fusaroli. Ma è Primo il vero investigatore. Osserva, ascolta, intuisce. Al primo rapimento, che si conclude tragicamente, ne seguono altri. E ognuno degli abitanti del paese sembra custodire un segreto: il maestro, assiduo frequentatore della sagrestia ma che si professa ateo; il parroco, Don Vittorio, dai sermoni forbiti ma dall'aria tormentata; il cavaliere Tumidei, che conduce certe sue indagini storiche, e poi un pittore che si aggira tra i boschi alla ricerca di scenari suggestivi e un veterinario senza troppo lavoro. Gli eventi precipitano, Primo si muove con calma: razionale e intuitivo, solitario e incline a lunghe conversazioni, sa trovare la strada giusta per arrivare alla soluzione.

 

 

Carlo Flamigni - La compagnia di Ramazzotto


 

 

 

Carlo Flamigni

2004

La compagnia di Ramazzotto

Serie Primo Casadei

# 2

Sellerio

Per tradizione, l’ambiente universitario si adatta a meraviglia alle trame gialle. Gli odi, le invidie, i conflitti tra accademici, infatti, assomigliano moltissimo alla brama di potere nella sua forma più pura e la passione per il potere è fonte naturale del delitto. Nei romanzi giallo-giocosi di Carlo Flamigni, schemi tradizionali di questo tipo, magari con misteri e soluzioni deduttivi, germinano in un brodo di coltura surreale, pieno di maschere e detti e spiriti regionali romagnoli, e in alcune entrate ci immagineremmo come sottofondo musiche da clown felliniane. C’è un po’ di fiaba folclorica moderna nel suo romanzesco. In pieno giorno si accascia, a un tavolo del bar dov’è seduto, un uomo, colpito a morte da un proiettile. Lo vedono in molti e due individui si inseguono in mezzo ai tavolini. Lo strano è che non si è sentito un solo sparo. È morto un professore universitario, medico illustre, d’altri tempi, e molto impegnato nella buona politica, ma da un po’ di tempo ritiratosi di più dentro la sua vita privata. Attorno a lui s’erano intrecciate varie prevedibili beghe: la giostra dell’assegnazione delle cattedre a Medicina, la successione al rettorato, un grande affare legato alla fondazione di una ultramoderna sede distaccata della facoltà... Vuole il caso che la signora Mirta Fabbri, moglie del professor Stelio Benelli, il morto, sia una vecchia fiamma di Primo Casadei. E così entra in scena la coloratissima banda da investigazioni di Carlo Flamigni, che costituisce uno sgangherato micromondo buono contrapposto al gran mondo cattivo. Primo, detto Terzo per modestia, ex avventuriero dal passato storto e ricco d’esperienze, attualmente scrittore storico, che presta il suo intuito in aiuto degli amici; sua moglie Maria, che ha imparato il romagnolo alla radio e non parla altra lingua a parte il cinese, custode di tradizioni e cucina regionali; Proverbio, vecchio amico che conosce come uno sciamano ogni saggezza popolare; Pavolone, gigante dal piccolo cervello e dal gran cuore, un Obelix da riviera romagnola a guardia delle gemelle di Primo Berenice e Beatrice; e Macbetto Fusaroli, commissario di polizia.

 

 

Carlo Flamigni - Giallo uovo


 

 

 

Carlo Flamigni

2002

Giallo uovo

Serie Primo Casadei

# 1

Sellerio

«Un uomo sensibile, discretamente colto, con un certo senso dell’umorismo, fondamentalmente buono»: questo è Primo Casadei (detto Terzo), il protagonista dei romanzi di Carlo Flamigni ambientati in una provincia romagnola non troppo bonaria. Con questo romanzo, il primo della serie, si ritorna all’inizio della storia dove si svela l’inquieto passato di Primo, l’origine del suo soprannome, la sua amicizia con Proverbio e tutte le persone che ritroveremo nel suo cammino. Per una storia di contrabbando di sigarette - sconfinata a sua insaputa in un affare di droga - Primo finisce in galera. A fine pena si ritrova solo e senza un soldo e finisce per trovare rifugio nella famiglia malavitosa del «Padrone», organizzatore di traffici illeciti lungo le coste dell’Adriatico. Lì trova un suo equilibrio, tra i guardaspalle e il Princiolla, il genero del Padrone, in un lavoro che non gli richiede molto e certo non di imbracciare le armi. Primo si tiene in disparte fino a quando Amalia Servadei, l’amante del Princiolla che ha deciso di fare un figlio con lui ma a sua insaputa, chiede l’aiuto di Primo per mettere a punto il suo piano. Si tratta di organizzare una procreazione assistita, ovuli di Amalia e seme del Princiolla, bisogna solo trovare un medico esperto e più che discreto, le attrezzature giuste e un utero in affitto. Di tutto ciò si fa carico Primo, ma nonostante tutto sembri andare per il meglio, qualcosa evidentemente non ha funzionato e si ritrova in guai grossi.