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Graham Greene - Il nocciolo della questione


 

 

Graham Greene

Il nocciolo della questione

The Heart of the Matter, 1948

 

Mondadori, 2002

 

Il paesaggio tropicale di una colonia inglese dell'Africa occidentale fa da sfondo alle vicende drammatiche di quello che molti considerano il capolavoro di Graham Greene. Scobie, il protagonista, è un maggiore di polizia: uomo integerrimo e cattolico convinto, sopporta di buon grado la monotonia della vita coloniale, la vana attesa di una promozione, i disagi di un paese ingrato, dove è possibile «amare l'umanità quasi come la amava Dio, conoscendone il lato peggiore». Trascinato dagli eventi e dal suo stesso eccesso di pietà umana, Scobie è costretto a scendere a patti con la corruzione che lo circonda e a tradire i suoi principi, inoltrandosi in un «territorio di menzogne» da cui non gli sarà più possibile fare ritorno. Moderno Macbeth guidato alla rovina da un destino ineluttabile, Scobie sceglierà di dannare se stesso per non ferire le due donne della cui felicità si sente responsabile, la moglie e la giovanissima amante. I temi classici della narrativa di Greene - tradimento, corruzione, peccato, sacrificio - si innestano su una trama sapientemente costruita, che fa immergere il lettore nell'animo lacerato di un uomo trascinandolo con i tempi, la suspense e il ritmo serrato di un poliziesco.

 

Graham Greene - L'americano tranquillo


 

 

Graham Greene

L'americano tranquillo

The Quiet American

 

Mondadori, 2010

 

Indocina, 1954. Pyle è un “americano tranquillo”, un soldato diversissimo dai volgari, infantili e prepotenti connazionali. Ma anche convinto del “grande sogno americano”: il suo fanatico idealismo non viene intaccato neppure alla vista delle vittime degli attentati di cui egli stesso è, in base alla sua logica, artefice innocente. “Pericolosamente innocente”, come si rende conto il cronista inglese Fowler, e tanto più pericoloso perché la sua innocenza nasce dall’incapacità di comprendere la realtà che gli sta davanti. Sul contrasto ideologico, politico e umano fra il soldato e il corrispondente di guerra si snoda questo romanzo, nel quale emerge la magistrale capacità di Greene di far entrare nella letteratura la tragica realtà contemporanea.

 

Graham Greene - Il terzo uomo


 

 

Graham Greene

Il terzo uomo

The Third Man

 

Sellerio, 2021

 

«Avevo dato il mio ultimo addio a Harry una settimana prima, quando la sua bara era calata nella terra gelata di febbraio, e fu dunque con sbigottimento che lo vidi passare sullo Strand, senza che mostrasse di riconoscermi, tra una folla di estranei». Questa frase, che gli baluginò come una visione una sera di settembre del 1947, è l’impulso che ha dato origine al Terzo uomo, sia al libro sia al film con Orson Welles che si svilupparono strettamente intrecciati (come racconta Greene nel ricordo autobiografico che accompagna questo volume).

Rollo Martins, scrittore di western dozzinali, subito dopo la guerra va a Vienna, una città in condizioni disperate, divisa in zone sotto il controllo dei quattro Alleati. Lo ha invitato, perché scriva un servizio giornalistico, il suo miglior amico, Harry Lime. Solo che lo trova morto, o almeno partecipa al suo funerale. Qui incontra un funzionario di Scotland Yard, Calloway, il quale, con i suoi sospetti infamanti, sospinge Rollo a indagare sulla fine dell’amico. L’incontro con l’ex fidanzata di Harry complica la sua ricerca, e spunta un’ombra: un terzo uomo, la chiave di tutto.

La storia è raccontata non dal protagonista ma dal disincantato colonnello Calloway. Così il punto di vista del desolato Rollo risulta bilanciato da quello distante dell’ufficiale di polizia: per lui Rollo, colpito nell’amicizia e nell’amore, è alla fin fine «un simpatico idiota».

Graham Greene è attentissimo nell’esplorare le psicologie dei suoi personaggi, e li immerge in storie sinistre, che generano individui divisi tra il be-ne e il male, esseri colpevoli carichi di umanità. Ma il suo modo di narrare è sempre in bilico fra il tragico e il grottesco, tra la cronaca e la pietà: usa il distacco dell’ironia per suscitare partecipazione emotiva.

Viaggiatore, inviato di guerra, agente segreto, le sue storie, variegate di noir, spionaggio, sospetto, hanno sempre l’aroma della realtà ben conosciuta. Ma il sigillo di Graham Greene sta nelle atmosfere che rievoca: e questa cupa Vienna disastrata, che si incarna nella disperazione di un uomo, mentre un altro uomo osserva senza battere ciglio, è rimasta una delle immagini che meglio rappresentano e raccontano il Novecento.

«Volevamo – è sempre Greene sul Terzo uomo – intrattenere il pubblico, spaventarlo un poco, e farlo anche un po’ ridere».

 

Graham Greene - Quinta colonna


 

 

Graham Greene

Quinta colonna

The Ministry of Fear

 

Mondadori, 1966

 

Nel 1940 a Londra, durante i mesi cruciali dei grandi bombardamenti aerei tedeschi, Arthur Rowe cade nelle spire dello spionaggio nazista. Prima inconsciamente, poi spinto da un amore struggente, egli cerca di scoprire le fila del tradimento e di sbaragliare l'organizzazione nemica. Nello svolgere questo tema, Graham Greene non ha scritto un romanzo poliziesco, o di spionaggio, o psicologico, ma ha frammisto sapientemente i tre generi, mettendoci anche un pizzico di "fantapolitica" e di corrosivo "humor britannico". Il risultato per il lettore è un'appassionante partecipazione alla caccia al nemico e all'angosciosa ricerca dell'amore che Rowe conduce ai limiti dell'eroismo, sul filo dell'annientamento e della morte. Da quest'opera è stata tratta una riduzione televisiva che dà volto e uno sfondo ai complessi personaggi di Greene.

 

Graham Greene - Una pistola in vendita


 

 

Graham Greene

Una pistola in vendita

A Gun for Sale

 

Sellerio, 2020

 

La pistola in vendita è Raven, un assassino a pagamento, un sicario solitario che viene assoldato per eliminare un importante uomo politico straniero. Soffiano venti di guerra (il libro è del 1936) e la vittima designata è un socialista pacifista. Raven assolve il suo incarico con freddezza e completo disinteresse non solo verso il nobile personaggio che uccide per danaro insieme all’innocente segretaria, ma anche verso le conseguenze tremende del suo atto, cioè la guerra. Da questo punto comincia il capolavoro letterario di Graham Greene: il compito, diceva lo scrittore, di rendere simpatiche al lettore persone che non hanno alcun diritto alla simpatia. Contro Raven comincia una caccia feroce, della polizia e anche dei mandanti che lo vogliono morto per eliminare ogni possibile collegamento con l’omicidio. E mentre scappa, la «pistola» cerca i suoi mandanti per vendicarsi. In questa corsa a perdifiato, il lettore scopre Raven, le sue origini, le sue motivazioni, i suoi dolori, le sue disperate speranze. E assiste alla impressionante tragedia di una redenzione che nessuno nel libro avrà visto. «Greenelandia» hanno denominato i critici il cupo e animatissimo universo che l’autore ha messo su con la sua opera. Una pistola in vendita è tra i romanzi che più rendono manifesto questo lavoro costruttivo: per esempio nel contrasto tra il dramma che trascina nell’inferno un personaggio esecrabile – se lo si guarda con incomprensione – e la sciocca futilità che starnazza intorno a degli individui normali. È il modo che ha l’autore di andare al cuore del paradosso che è dentro ogni persona umana. Così i ritratti trascinati dal destino di Graham Greene, riflessi con molti altri mezzi, dal teatro al cinema, che hanno contribuito a renderli indimenticabili, sono proverbiali, magnifici e potenti. 

 

Graham Greene - La roccia di Brighton - Brighton Rock


 

 

Graham Greene

La roccia di Brighton

Brighton Rock

 

Garzanti, 1968

 

Charles "Fred" Hale arriva a Brighton con il compito di distribuire anonimamente delle carte per un concorso giornalistico (si tratta di una variante di "Lobby Lud", in cui il nome della persona da individuare è "Kolley Kibber"). Pinkie Brown, antieroe del romanzo, è un teenager sociopatico e gangster in erba: guida la gang dopo che Hale ne aveva tradito l'ex capo, scrivendo sul Daily Messenger un articolo sul racket delle slot machine gestito dalla banda. Ida Arnold, una donna grassoccia, di buon cuore e per bene, viene coinvolta nella vicenda in seguito a un incontro casuale con Hale, il quale è terrorizzato dalle minacce ricevute dalla banda di Pinkie. Dopo essere stato inseguito lungo le strade e i viali di Brighton, Hale incontra di nuovo per caso Ida al Palazzo Pier, ma alla fine viene ucciso da Pinkie. Quest'ultimo cerca di far perdere le tracce e cancellare le prove della visita di Hale a Brighton, dando l'avvio a una catena di nuovi crimini e a un matrimonio, destinato a fallire, con una cameriera di nome Rose, la quale senza saperlo ha il potere di distruggere l'alibi di Pinkie. Ida decide di dare la caccia a Pinkie, senza tregua, perché crede di avere il diritto di farlo e crede anche di dover proteggere Rose da quel giovane gangster profondamente disturbato che Rosa ha sposato. Il libro è un thriller sulla malavita, ma allo stesso tempo è una sfida alla dottrina della Chiesa circa la natura del peccato e le basi della morale. Pinkie e Rose sono cattolici, così come lo era Greene, e le loro convinzioni sono in contrasto con la sensibilità morale, forte ma non religiosa, di Ida.

 

Graham Greene - In viaggio con la zia


 

 

Graham Greene

In viaggio con la zia

Travels with My Aunt

 

Mondadori, 1970

 

Da Londra a Istanbul fino al Paraguay: il cinquantenne Henry Pulling, ex funzionario di banca che conduce una tranquilla vita da pensionato, viene coinvolto dall’ottuagenaria zia Augusta, donna eccentrica e anticonformista, in un incredibile viaggio dove fra droga, sesso e traffici illeciti incontra ragazzine hippie in partenza per Kathmandu, loschi agenti della CIA, decrepiti avventurieri italiani. I due improbabili compagni di viaggio più che personaggi sono caratteri che vivono situazioni assurde, al limite del paradosso. Sotto il velo di una vis comica rara per Greene, in questo volume emerge in realtà la costante della sua narrativa, il tentativo di definire e comprendere il mondo ambiguo e impenetrabile in cui viviamo. Ed è così che l’itinerario geografico si fa metafora di un percorso esistenziale lungo le traiettorie della vita.

 

Graham Greene - Il nostro agente all'Avana


 

 

Graham Greene

Il nostro agente all'Avana

Our Man in Havana

 

Mondadori, 2017

 

"Il nostro agente all'Avana" narra la vicenda di Jim Wormold, un mite rappresentante di aspirapolveri che, travolto dalle circostanze e dalla propria timida inesperienza, entra a far parte del Servizio segreto britannico e comincia a "inventare" non soltanto esplosive informazioni, ma addirittura l'esistenza di una vasta rete di solerti collaboratori. Il macchinoso intreccio non è solo il pretesto per una satira sottile e caustica, ma fornisce a Graham Greene anche lo spunto per un'affettuosa difesa dei diritti dei più deboli, costantemente soverchiati dagli incomprensibili intrighi dei potenti e dalle loro false ideologie. La pericolosa avventura di Jim Wormold, che raggiunge il suo apice di comicità nella scena di una straordinaria partita a scacchi, costituisce quindi una perfetta sintesi di humour inglese e di pungente polemica sociale. Introduzione di Christopher Hitchens.

 

Graham Greene - Il potere e la gloria


 

 

Graham Greene

Il potere e la gloria

The Power and the Glory

 

Mondadori, 2020

 

In un Messico insanguinato dalla rivoluzione, che perseguita, fucila o costringe al matrimonio i ministri di Dio, l’ultimo prete rimasto è braccato in una spietata caccia all’uomo. Su di lui pende una taglia, e un Saint-Just idealista e implacabile segue le sue tracce. Non ha nome, lo chiamano «il prete spugna»: è indegno, debole, impuro. Il peso delle sue colpe è l’unico bagaglio che si porta appresso. Nello spasmodico inseguimento della propria sopravvivenza, vorrebbe allontanarsi per sempre da quell’angolo di mondo dimenticato da Dio e che di Dio sembra volersi dimenticare. Ma una forza più grande della sua debolezza lo costringe a ritornare e ad affrontare il calvario.

Ispirato ai due mesi trascorsi in Messico dall’autore, Il potere e la gloria rappresenta il capolavoro di Graham Greene e una delle espressioni più alte del suo personalissimo cattolicesimo. Condannata dal Sant’Uffizio ma difesa da papa Paolo VI, la dolorosa, più che umana parabola del prete peccatore illumina quello che è il motivo più autentico e costante dello scrittore inglese: l’interesse «per il bordo vertiginoso delle cose», l’esiguo crinale tra il bene e il male.

 

Graham Greene - La fine dell'avventura


 

 

Graham Greene

La fine dell'avventura

The End of the Affair

 

Mondadori, 1970

 

Siamo a Londra, è in corso il secondo conflitto mondiale. Henry Miles è un tranquillo e ordinario funzionario pubblico, sposato con Sarah Bertram. Maurice Bendrix è uno scrittore quotato che si innamora, ricambiato, di Sarah. La profonda passione si concretizza durante i loro numerosi incontri, ovviamente clandestini. Durante uno di questi momenti d'intimità, una bomba esplode nell'edificio in cui si trovano. Maurice è privo di conoscenza o forse addirittura morto. Sarah fa voto di interrompere la loro storia, se il suo amato si riprenderà. Poco dopo l'uomo si risveglia misteriosamente e così i due smettono di vedersi. Anni dopo, Maurice incontra Henry, che teme di essere tradito dalla moglie. Lo scrittore, ancora innamorato e ferito, non riesce a rimanere indifferente al pensiero che Sarah frequenti un altro. Inizia a farla pedinare da un detective, cerca d'incontrarla. In realtà Sarah non ha nessuna relazione, ma è in fin di vita. La verità sulla brusca interruzione del loro amore e la morte dell'amante gettano Maurice nella disperazione.

 

Jorge Luis Borges & Graham Greene & Mario Vargas Llosa - In quante lingue si puo sognare?


Jorge Luis Borges & Graham Greene & Mario Vargas Llosa

1991

In quante lingue si puo sognare?


 

Non sappiamo se Borges abbia mai sognato di essere un lettore di Borges, ma certo avrebbe amato un libro come questo, breve, denso, prezioso, incantatorio come un piccolo labirinto di specchi. Norman Thomas di Giovanni, che per vent’anni ha collaborato col grande scrittore già anziano e cieco traducendo in inglese le sue opere e assistendolo nella stesura di nuovi libri, ci racconta la vita quotidiana, i metodi, gli affanni, l’umanità di Borges. E raccoglie le trascrizioni inedite di tre letture su di lui. Nella prima, lo stesso Borges parla di sé, dei suoi sogni d’autore e della sua felice relazione con la letteratura inglese. Nella seconda, Graham Greene rievoca il suo primo incontro con Borges durante il quale emerge, inaspettata, una profonda affinità intellettuale tra i due scrittori e narra dei propri rapporti con i paesi sudamericani. Infine Mario Vargas Llosa, anche lui latinoamericano ma di generazione diversa e di tutt’altra ispirazione, si confronta col mito letterario di Borges e ne traccia un profilo critico memorabile, snidando le sottili verità di «uno dei mondi più letterari che un autore abbia mai creato». Jorge Luis Borges (1899-1986), argentino, scrittore di racconti, raffinato saggista e poeta, è considerato un maestro indiscusso nella letteratura mondiale. Alcune sue opere: "Finzioni", "L’Aleph", "Storia universale dell’infamia", "Altre inquisizioni", "Il manoscritto di Brodie". Graham Greene (1904-91), inglese, ha scritto romanzi fra i più popolari della narrativa contemporanea, quali "Il potere e la gloria", "Il nostro agente all’Avana", "Il console onorario". Mario Vargas Llosa (1936), peruviano, è uno dei migliori romanzieri dell’America Latina, noto anche per il suo impegno politico. Le sue opere più tradotte: "La città e i cani", "La guerra della fine del mondo", "La storia di Mayta", oltre agli illuminanti saggi su García Márquez e su Flaubert.