Visualizzazione post con etichetta Serena Vitale. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Serena Vitale. Mostra tutti i post

Serena Vitale - L'imbroglio del turbante


Serena Vitale

L'imbroglio del turbante

Finalista narrativa italiana 2008

Mondadori, 2008


Negli anni che precedono di poco la Rivoluzione francese dalle terre cecene si leva la predicazione di un misterioso “Sheykh Mansur” (“il Vittorioso”), nuovo profeta-guerriero che chiama alle armi contro i russi, rischiando di mettere a repentaglio la fragile pace tra l’Impero ottomano e quello russo, sconvolgendo l’intero assetto europeo. Nel 1786 circola una voce clamorosa: Mansur sarebbe in realtà un rinnegato di origine piemontese, Giovanni Battista Boetti, vissuto nei territori dell’attuale Iraq come missionario domenicano, poi a Costantinopoli come medico; di lui dal 1781 si è persa ogni traccia. Era lui il “Fanatico”, il profeta di un nuovo Islam puro e combattivo? Con la tenacia filologica e il gusto della narrazione che la contraddistinguono, Serena Vitale segue tra Europa e Asia le straordinarie storie incrociate dell’italiano e del ceceno facendoci incontrare, come in un libro di avventure, popoli lontani e sconosciuti, antiche leggende, guerrieri, avventurieri, imperatori, diplomatici, spie, impostori, mentre nel racconto si avvicendano amori, battaglie e infiniti colpi di scena.

 

Serena Vitale - Il bottone di Puskin


Serena Vitale

Il bottone di Puskin

Vincitore saggistica 1995

Adelphi, 1995

 

Da più di centocinquant’anni, da quando Puškin cadde in duello, colpito da una pallottola del suo avversario d’Anthès, la Russia intera – come un coro immane, sempre rinnovato – e con essa tutto il mondo si domandano: che cosa avvenne veramente negli ultimi mesi di vita di Puškin? Quale catena di eventi provocò l’esplodere di quella pallottola fatale? Qual è la verità di questa storia frivola e sinistra? È una storia di amore e tradimento con al centro la bellissima Natalie, moglie del poeta? O è anche un oscuro complotto? E quale parte ebbe nella vicenda lo «sciagurato carattere passionale» di Puškin? Sul tema si sono accumulati migliaia di testi e di interpretazioni, con il risultato di renderlo ancor più inavvicinabile. Serena Vitale si è dunque lanciata in un’impresa davvero ardua: ricostruire giorno per giorno, talvolta ora per ora, quei mesi, lasciando risuonare le voci della società che con Puškin sarebbe morta; e indagare la verità dei fatti, basandosi unicamente su documenti (alcuni dei quali, decisivi, venuti alla luce nel corso del suo lungo lavoro di ricerca e di studio). Per fare ciò occorrevano il piglio del romanziere e un’ossessiva precisione filologica. Un raro caso ha voluto che tali qualità si ritrovassero insieme in questo libro – e addirittura si sostenessero a vicenda. Il risultato si potrà leggere come un travolgente romanzo poliziesco: la vittima sulla cui morte si indaga è la verità, il luogo dell’azione i salotti pietroburghesi, il tempo quello eterno della lotta tra volgarità ed eleganza, l’assassino forse il Caso, l’indizio decisivo – chissà – un bottone perduto.

 


Serena Vitale - La casa di ghiaccio. Venti piccole storie russe


Serena Vitale

La casa di ghiaccio. Venti piccole storie russe

Vincitore 2001

Mondadori, 2001

 

"La casa di ghiaccio" è un'immagine della Russia del passato (XVIII e XIX secolo) e insieme un atto lucido, d'impietoso amore per la terra divenuta, dopo tanti anni di consuetudine con i suoi massimi scrittori, seconda patria spirituale dell'autrice. Lasciati sullo sfondo, quasi comparse, i grandi protagonisti della storia, Serena Vitale ridà vita a una variegata folla di personaggi apparentemente marginali nelle cui gesta, l'"anima russa" si rivela con l'evidenza dell'incubo o della follia. Il libro è basato su documenti e rigorose ricerche storiche, a dimostrare i misteriosi e complessi rapporti tra verità dei fatti e finzione romanzesca.